Il parlamento nepalese ha eletto come nuovo primo ministro Jhalnath Khanal, leader del Partito comunista marxista-leninista, che ha ottenuto 368 voti su 601.
Khanal è riuscito a riportare questa vittoria anche con l'appoggio del Partito comunista maoista, la forza politica più radicata nel paese.
Con la nomina di Khanal a capo del governo nepalese, si pone così fine allo stallo politico, durato sette mesi, capace di minacciare, secondo le Nazioni Unite, il processo di pace nel paese. Difatti, il paese himalayano era entrato in crisi a giugno, in seguito alla destituzione di Madhav Kumar Nepal dalla carica di primo ministro, a causa delle pressioni delle forze maoiste sulla necessità di risolvere il problema dell'integrazione dei ribelli nelle truppe dell'esercito regolare.
La costituzione del nuovo esecutivo potrebbe rimettere in moto il processo di stesura di una nuova costituzione e risolvere il problema del destino dei combattenti maoisti. Questi obiettivi, ha ribadito il nuovo capo del governo, "non potranno essere conseguiti senza l'appoggio di tutte le forze politiche del paese".