06/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Giorni decisivi per evitare l'ennesima crisi politica nell'isola. Il dopo elezioni visto dalla popolazione

"Oggi non so più cosa dire, davvero. La radio parla di un governo provvisorio, deciso dall'opposizione. Credono davvero che funzioni? Oppure è la volta buona per far scoppiare la guerra civile? Come reagiranno i fedelissimi di Baby Doc che è appena tornato? E quelli di Aristide? Amico, la terra più oppressa dalle disgrazie è Haiti" dice al telefono con PeaceReporter  Witney Moudoneé commerciante di alimenti nella capitale Port au Prince." Non abbiamo pace - continua l'uomo - il terremoto ha spaccato tutto in pochi secondi ma i nostri politici sono decenni che spaccano la società. Con un po' di organizzazione dal terremoto ci si può salvare. Da questa gente è difficile, molto difficile. Il fatto che non si pensi mai a rispettare le regole fa di questo Paese una nazione piccola, con persone piccole, con politici piccoli. So già che poi chi ha creato il governo provvisorio avrà i suoi supporter che si scontreranno con chi è contrario a tutto questo. Poi ci saranno i paesi stranieri, soprattutto gli Usa, che metteranno il becco nelle nostre faccende. Poi ci saranno violenze, omicidi e scorrerà molto sangue. Ecco la storia di Haiti è questa e vedrai che nessuno sarà capace di cambiarla".

Dunque un nuovo problema politico per il paese che già deve affrontare l'emergenza legata al terremoto e al colera. Solo quest'ultimo continua a mietere morti. Oggi il bilancio sfiora le 4.200 vittime.  
Ma c'è dell'altro. Nonostante la calma apparente nelle ultime settimane sono stati uccisi dieci agenti della polizia haitiana. E sono decine i casi di furti.
Forse da qui deriva la proposta dell'opposizione che vorrebbe creare, per evitare un'altra crisi politica, l'installazione di un capo di Stato ad interim, designato da tutti i candidati presidenziali e di conseguenza un governo di consenso, composto da 18 ministri e guidato da un Primo Ministro scelto tra la classe politica su base consensuale.

Ne ha parlato diffusamente nei giorni scorsi il senatore Edmond Suplice Beauzile, rappresentante di  Alternative. Secondo il senatore la popolazione in questi casi ha un grande potere, in grado di dare l'apporto fondamentale all'opposizione per cacciare Preval. Da mesi infatti si susseguono nel paese manifestazioni popolari di protesta contro il Presidente, segno di un evidente malcontento che serpeggia per le strade.
"Non so cosa potrà accadere. Certo è che l'haitiano se istigato ci mette poco a reagire. L'altro giorno due signore hanno litigato vigorosamente davanti alla cassa di frutta che stavo per vendere a una di loro sulla questione Aristide-Baby Doc. Si è formato un capannello di persone. Tutte hanno detto la loro. Alla fine c'è stata una litigata enorme, con urla e lancio di oggetti. La mia frutta è andata a terra, fra la polvere. Meno male che nessuno era armato altrimenti la situazione poteva degenerare. Speriamo che non accada più una cosa del genere. Ho paura che per il mio Paese inizi una fase di transizione che potrebbe essere storica. Speriamo di non doverla firmare con il sangue" conclude Moudoneé.

Alessandro Grandi

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