Durante la celebrazione dell'anniversario della rivolta tibetana dal 1959, il Dalai Lama ha annunciato l'intenzione di cedere le proprie responsabilità politiche ad una figura eletta sostenendo che il cambiamento poterà benefici di lungo termine alla regione: la procedura formale inizierà lunedì prossimo presso il Parlamento tibetano.
"Ho più volte sottolineato che i tibetani hanno bisogno di un leader eletto liberamente dal popolo, al quale io possa delegare il potere. E' arrivato il momento di dare un senso a tutto questo". Durante il discorso pronunciato a Dharmasala, dove vive in esilio dal '59, il leader spirituale ha sottolineato che non desidera l'indipendenza del Tibet ma che gli venga concesso un ampio margine d'autonomia.
E' stato rivolto anche un monito alla Cina: "Ha un grandissimo potenziale per contribuire al prograsso umano e alla pace mondiale. Ma per fare questo, la Cina deve guadagnarsi il rispetto e la fiducia della comunità internazionale. Ci riuscirà se i suoi leader si mostreranno più trasparenti facendo corrispondere le parole ai fatti. Per assicurare tutto questo sono indispensabili la libertà di espressione e di stampa ".
In occasione dell'anniversario della rivolta, i funzionari cinesi hanno annunciato una limitazioni dei viaggi verso il Tibet e la polizia indiana ha fermato più di 30 esuli tibetani che manifestavano davanti all'ambasciata cinese di Delhi gridando "Tibet libero" e "vogliamo la libertà".