In centinaia sono scesi in piazza nel centro di Amman per chiedere le dimissioni del primo ministro, Marouf al-Bakhit, e per rivendicare maggiori diritti civili. La folla dei dimostranti - circa cinquecento persone - era composta soprattutto da studenti universitari, o da laureati ancora privi di un impiego. Nessuna bandiera politica per una manifestazione che è nata su Facebook, e che dichiara di non fermarsi fino a quando le proprie richieste non verranno esaudite.
Sono molteplici le rivendicazioni della gioventù giordana: oltre alle dimissioni di al-Bakhit, i dimostranti chiedono che il Parlamento venga sciolto, che il successivo sia eletto con un nuovo sistema elettorale più rappresentativo del volere popolare, chiedono di ridurre i poteri di Re Abdallah e quelli del Dipartimento di Intelligence, accusato di un'eccessiva influenza sulla vita politica del Paese.
Un portavoce dei manifestanti, Ziad al-Khawaldeh, ha dichiarato che due di loro sono stati trattenuti dalle forze dell'ordine, e per ora soltanto uno è stato rilasciato. Non sono state riportate notizie di scontri tra la folla e la polizia.