Una delle aree più calde del mondo è sicuramente la frontiera fra Stati Uniti e Messico.
I cartelli della droga fanno il bello e il cattivo tempo da quelle parti e le istituzioni messicane faticano a tenere la situazione sotto controllo. Nemmeno gli Usa con i loro potenti mezzi e i finanziamenti messi a disposizione di Città del Messico sono riusciti nell'impresa di fermare la violenza che ogni giorno miete vittime, anche fra la popolazione civile.
A poco sembra servire il continuo dispiegamento di forze dell'ordine sia dal lato messicano che da quello statunitense. E nemmeno l'uso dei droni, gli aerei senza pilota, che dovrebbero monitorare la presenza dei narcos. Nella zona di confine, in territorio Usa, 1.500 soldati sono andati a dare man forte alle guardie di frontiera, così come nuovi strumenti e nuovi mezzi.
"L'ho già detto in passato: la guerra al narcotraffico è perduta. Il Messico è un narcostato e gli statunitensi stanno facendo la solita manfrina mandando mezzi, aerei, uomini, risorse per cercare di contrastare il traffico di droga, in realtà nessuno vuole contrastare il narcotraffico" dice Piero Innocenti esperto di Messico e di "cartelli".
"Se con una bacchetta magica riuscissimo a debellare tutti i cartelli messicani, tutte le mafie presenti in territorio Usa, le bande di giamaicani, portoricani e via dicendo, ecco se riuscissimo in questo molti dei Paesi dell'area, Stati Uniti compresi, subirebbero una perdita di Pil impressionante. Gli stati uniti perderebbero una percentuale vicina al 20 per cento, il Messico almeno il 40 per cento, la Colombia intorno al 40 per cento, il Perù circa il 30 per cento. Poi ci sono anche altri Paesi. Quindi secondo me è tutta una messa in scena per far vedere alla gente che qualcosa stanno facendo" continua Innocenti.
In realtà è una farsa. Facendo un volo pindarico dal Messico all'Afghanistan vediamo che la situazione non cambia. Ci sono situazioni scomode. Come l'arresto di due parenti di un finanziatore del presidente Karzai che, scoperti con ingenti quantitativi di droga, sono stati prima arrestati e poi liberati su pressione dello steso Karzai. Il discorso è sempre legato alla volontà di sconfiggere o meno una situazione illegale. Di fatto l'eroina arriva ancora nel mercato europeo e pure in enormi quantità" precisa Innocenti che aggiunge: "per combattere questo fenomeno, e risolvere definitivamente questo problema bisognerebbe rivedere tutte le convenzioni Onu a cominciare da quella del 1961 fino a giungere a quella dell'88. Fatto questo ci si può sedere intorno a un tavolo e vedere le politiche di controllo delle droghe quali risultati stanno ottenendo" conclude Innocenti.
In ogni caso, da troppo tempo il confine è militarizzato e questa situazione non ha portato alcun beneficio se consideriamo le violenze continue che avvengono nel Paese. Non servono nemmeno i nuovi apparati tecnologici come i sensori a infrarossi e telecamere di vigilanza. E tutte queste nuove strumentazioni sono parte del programma Namsi (Seguridad Maritima de America del Norte) che lavora in maniera congiunta con la Marina del Messico. Anche per questa collaborazione l'ultimo rapporto del dipartimento delle dogane Usa parla di una collaborazione sempre più stretta fra le autorità Usa e quelle messicane.