L'agenzia di rating Standard & Poor's ha rivisto il proprio giudizio sulle prospettive future dell'economia statunitense, tagliando l'outlook da "stabile" a "negativo". Confermato invece il rating AAA sul debito pubblico Usa, che indica il livello di affidabilità più alto in assoluto. Un decisione che deriva dalle gravi incertezze dell'amministrazione americana nella gestione del deficit, come scritto in una nota della stessa agenzia. Nel documento si sottolinea "il rischio concreto che i politici americani non riescano a trovare un accordo su come rimediare ai problemi di bilancio di medio e lungo termine entro il 2013".
Standard & Poor's punta il dito in particolare contro gli ultimi due anni di crisi economica, durante i quali - ha dichiarato un analista del credito dell'agenzia, Nikola Swann - la politica americana non è stata in grado di "trovare un accordo su come invertire il percorso del peggioramento dei conti pubblici, o su come porre rimedio alle pressioni di lungo termine sul bilancio". Nessun ottimismo sugli scenari futuri: S&P guarda alle profonde divisioni tra democratici e repubblicani sul tema del debito pubblico, e ritiene che un'intesa tra le parti sia poco probabile. Risultato, c'è "almeno una probabilità su tre che possiamo tagliare il rating di lungo termine entro due anni".
Immediata la reazione dell'amministrazione Usa, che ha espresso non poca irritazione per la valutazione di S&P, liquidandola come un "giudizio politico". A commentare la decisione dell'agenzia sono stati in particolare il vice segretario al Tesoro Usa, Mary Miller, e il presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, Austan Goolsbee. La prima ha assicurato che democratici e repubblicani "sono d'accordo sul fatto che è ora di agire per ridurre il deficit", e ha aggiunto: "Riteniamo che l'outlook negativo di Standard &Poor's sottostimi la capacità dei leader americani di stare uniti per affrontare le difficili sfide di bilancio che la nazione si trova davanti". Goolsbee, dal canto suo, si è detto sicuro che un accordo a lungo termine sulla riduzione del deficit Usa verrà raggiunto.
Le accuse dei leader statunitensi sono state smentite da John Chambers, direttore del comitato Rating di Standard & Poor's, che nel corso di una teleconferenza ha replicato: "I nostri non sono giudizi politici". Immediata la ripercussione dove si sono registrati cali ben più consistenti rispetto a quelli segnato fino all'annuncio di S&P. Cala anche il prezzo petrolio, impennata invece dell'oro rispetto al dollaro.