26/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Dal neopresidente alle istituzioni internazionali chiedono di fare immediata chiarezza sui risultati elettorali di Camera e Senato

Se qualcuno pensava che le elezioni in Haiti avessero come primo scopo quello di dare il via definitivo alla ricostruzione del Paese si sbaglia di grosso. Il neo presidente Martelly, infatti, grida allo scandalo e punta il dito contro i presunti brogli elettorali delle ultime elezioni.

Secondo il neo presidente, infatti, "i risultati pubblicati dal Consiglio Elettorale haitiano, sono inaccettabili e non riflettono la volontà popolare". In sostanza Martelly parla di brogli e ha chiesto alla comunità internazionale "di non riconoscere i risultati delle elezioni legislative".

E nel frattempo in diverse città del Paese monta la tensione fra sostenitori di una e dell'altra formazione politica. Ed è proprio questo il nodo della questione. Secondo Martelly, infatti, Inité, il movimento del presidente uscente Renè Preval, che avrebbe ottenuto la maggioranza sia al Senato che alla Camera, avrebbe manipolato il risultato elettorale.

Una richiesta che ha avuto come effetto immediato la mobilitazione dei caschi blu della Minustah (Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite in Haiti), da qualche ora in stato di massima allerta. La situazione sociale potrebbe degenerare da un momento all'altro.

Intanto, sarebbe in stato avanzato l'indagine indipendente chiesta la scorsa settimana dal presidente Martelly. L'indagine, a cui anche Onu, Unione Europea e Stati Uniti, guardano con un certo interesse, dovrà fare chiarezza sui risultati elettorali scaturiti da 18 circoscrizioni. In questi distretti elettorali, infatti, i risultati non sembrano chiari.

Sembra molto strano a Martelly che il movimento legato al suo avversario abbia ottenuto più voti rispetto alla coalizione che lo appoggiava. Da lì la protesta e la richiesta di non riconoscere i risultati.

Una verifica immediata su quanto è avvenuto durante il conteggio delle schede per le legislative, è stata chiesta anche dai rappresentanti Onu e da quelli dell'Unione Europea. Non solo. Tutti i Paesi che si sono adoperati per finanziare la ricostruzione fra cui spiccano Brasile e Francia, hanno preteso "una spiegazione dettagliata" dal governo haitiano sui presunti brogli che stanno bloccando ulteriormente il Paese.

Nel frattempo, nonostante la situazione politica non fornisca basi solide su cui lavorare, il presidente Martelly, gran cantante certo ma inesperto uomo politico, ha già incassato il primo successo: l'appoggio incondizionato di Washington. Parola di Hillary Clinton. Ma dopo le esperienze del passato, la notizia di un supporto 'su tutta la linea' dell'amministrazione statunitense deve essere un invito alla prudenza nei comportamenti.

Alessandro Grandi

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