Il terzo gestore energetico del Giappone, la Chubu Electric Power Co, ha annunciato oggi la chiusura temporanea della centrale nucleare di Hamaoka, situata a duecento chilometri a sudovest di Tokyo. La compagnia ha deciso di potenziare le misure di sicurezza dell'impianto, in modo che possa resistere ad un potenziale terremoto come quello che ha sconvolto il Paese in marzo. La centrale si trova infatti in una delle aree a più alto rischio sismico di tutto il Giappone.
La decisione arriva dopo numerose pressioni in favore della chiusura da parte del Primo Ministro giapponese, Naoto Kan, ma genera non poche preoccupazioni dal punto di vista dell'approvvigionamento energetico, in un Paese dove le centrali nucleari forniscono circa il trenta per cento dell'elettricità totale. I lavori alla centrale di Hamaoka potrebbero durare fino a due anni, aggravando così la potenziale carenza d'energia che si registra dopo il disastro di Fukushima.
"Interrompendo l'attività dell'impianto di Hamaoka - ha dichiarato nel corso di una conferenza il Presidente della Chubu Electric, Akihisa Mizuno - generiamo grossi disagi a breve termine non solo a chi vive nella zona, ma anche a molti altri soggetti, inclusi clienti e azionisti".