23/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Cile, Messico e Repubblica Dominacana chiedono un cambio nella guida del Fmi. Basta con la tradizione di nominare un europeo

La partita per la nomina del nuovo presidente del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) è ancora aperta. Anche il Sudamerica vuole giocare la gara: Messico, Repubblica Dominicana e Cile, hanno preso posizione 'contro' la solita nomina di un europeo per quell'incarico.

 

Il presidente della Repubblica Dominicana Lionel Fernandez, ha fatto sapere che "sarebbe ora che un Paese dell'America latina sia a capo del Fmi". Dichiarazioni che seguono la linea del messicano Angel Guirra, segretario generale dell'Organizacion para la Cooperacion y el Desarrollo Economico (Ocde), che ritiene utile questo momento per "cambiare quella che è una tradizione". In effetti fino a oggi la presidenza del Fmi è sempre stata ad appannaggio di un europeo.

Fra i tanti nomi che sono stati fatti in questi giorni spunta anche quello dell'ex cancelliere cileno Alejandro Foxley proposto a gran voce dalla Democracia Cristiana.

Ad ogni modo le candidature per rimpiazzare Strauss- Kahn potranno giungere al Fmi da oggi al 10 giugno prossimo e entro il 30 dello stesso mese dovrebbe essere nominato il nuovo numero uno del Fondo.

 

Parole chiave: Fmi, presidente, violenze
Categoria: Politica, Economia
Luogo: americhe