26/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



In Grecia la crisi economica ha prodotto anche crisi politica. I cittadini delusi da tutti i partiti protagonisti di quel bipolarismo storico che ha portato il Paese nel baratro.

‘'Gli spagnoli hanno cominciato a prenderci in giro: in rete sono circolate foto dalle piazze di Spagna, di manifesti che invitavano a fare silenzio per non svegliare i greci. Ma noi ci siamo svegliati e questo è solo l'inizio''. Sono le sette di sera del 25 maggio, la polizia stima che a piazza Syntagma ci siano circa 35 mila persone, forse di più, calcolando chi sosta per poco ma che comunque viene a vedere, a partecipare. A protestare.

Maria tiene un caffè in mano, appollaiata sul bordo della fontana centrale, accarezza la testa di un bimbo mentre gli chiede, sorridendo amara, se sia indignato anch'esso. Gli amici ridono ma confermano: il bimbo è indignato, mentre la madre racconta di non essere mai andata a una manifestazione. ‘'Ma qui non ci sono partiti, non ci sono sindacati: siamo noi contro quelli'', dice indicando il Parlamento.

Fischi improvvisi, un boato di rabbia e il bimbo si rattrappisce contro la gamba della mamma, che gli spiega che quelli che si stanno schierando a qualche metro di distanza, sono agenti anti sommossa e sono là a difendere il Parlamento. ‘'Da cosa?'', chiede il bimbo, ‘'da noi'' risponde la mamma, che non era mai andata a una manifestazione.

‘'Se non protestiamo noi, chi lo fa? Ci siamo indebitati senza che noi, che dobbiamo ripagare il debito, lo sapessimo, ci hanno detto che la Grecia sarebbe passata indenne dalla crisi economica, poi ci hanno detto che soldi ce n'erano. Hanno cercato di convincerci che il Fondo monetario internazionale era una presenza grave ma giovevole eppure, dopo un anno, la situazione è infinitamente peggiore. Ci hanno colpevolizzato dicendoci che, per decenni, tutti insieme abbiamo mangiato i soldi che ora dobbiamo restituire solo noi. Ci spaventano, ci ricattano con le ipotesi del ritorno alla dracma, del mancato pagamento della quinta rata del prestito e ciò in previsione del nuovo accordo sulla Grecia; vogliono una società sopita, quieta, spaventata, piena di sensi di colpa: tutto questo per aumentare la dose del veleno che ci stanno somministrando da un anno''.

Per la sua posizione rispetto alla piazza, il Parlamento pare essere un'isola fluttuante sulle teste delle migliaia di persone al di sotto. Sono vecchi e giovani, uomini e donne di ogni provenienza sociale, politica e professionale, che mal celano l'ira. Eppure, questa si accompagna a un entusiasmo del tutto nuovo nell'Atene incupita degli ultimi mesi.

Sono pochi, tuttavia lo sguardo è attratto dal centinaio di manifestanti che sventola bandiere greche, cantando l'inno nazionale. Qualche metro più in là, tre tipi grossi occupano lo spazio con il loro sguardo arrogante, fors'anche cattivo, quando commentano la presenza di un esiguo numero di immigrati. Un migliaio fra nazionalisti e neo-fascisti, qualche monarchico, che pare aver rispolverato il costume degli anni '70 facendosi precedere dall'odore della naftalina, ci sono anche loro.

Qui, a piazza Syntagma, così come a Patrasso e Salonicco, le persone sono legate dalla delusione. La crisi economica ha prodotto anche crisi politica. Greci delusi da tutti i partiti democratici: delusi dalla sinistra, l'eterna dilaniata, delusi dal centro-destra e dal centro-sinistra, protagonisti di quel bipolarismo storico che ha portato la Grecia nel baratro.

E' così, allora, che i Greci, almeno per qualche giorno, si entusiasmano delle piazze reali anche se nate in rete, attraverso i social network. I Greci indignati per ora si sfogano, gridano ‘'ladri'', invitano Governo e troika creditizia ad andarsene, fanno gesti osceni in direzione del Parlamento.

L'assemblea di piazza Syntagma rinnova l'appuntamento per l'indomani, stessa ora stesso posto. Qualcuno si prepara a dormire in piazza, altri raccolgono la spazzatura da terra, prima di tornare a casa.

Margherita Dean

 

 

Parole chiave: Grecia Spagna
Categoria: Diritti, Politica, Popoli
Luogo: Grecia