Il palcoscenico dell'evento non poteva essere più emblematico: Piazza affari a Milano. E' qui che, martedì 14 giugno, si terrà uno dei più importanti incontri d'affari organizzati dal nostro Paese: l'"Italian-Israel Business Forum". Per Israele, è il più imponente forum economico all'estero. Vi parteciperanno oltre 600 imprenditori, alla presenza delle autorità cittadine, del ministro dell'Industria e del commercio israeliano, Shalom Simhon, e del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani.
L'evento è inserito nella settimana dedicata allo Stato d'Israele, che Milano ospiterà, tra gli altri luoghi, in piazza Duomo e in via Dante. "Unexpected Israel", la Israele che non ti aspetti, porterà anche la cantante Noa e lo scrittore David Grossman. "Unexpected Israel" è stata già contestata dalle organizzazioni filo-palestinesi che, sabato 18 giugno, sfileranno in corteo per protestare contro lo Stato israeliano e le sue politiche di occupazione dei Territori palestinesi. Ma di cosa parleranno i businessmen italiani e israeliani nel corso del Forum di Palazzo Mezzanotte?
Di gestione idrica, nuovi media, sanità e sicurezza. L'aspetto più interessante e controverso è sicuramente l'ultimo. Se infatti l'eccellenza israeliana negli altri campi riguarda settori della vita civile come il trattamento delle acque reflue, i bioreattori energetici, le piattaforme della tv on-demand (agli incontri parteciperanno, tra gli altri, gli ad di Mediaset, Sky, Telecom e Fastweb), i sistemi di automazione in campo medico, la sicurezza è quello in cui il Paese della stella di David è tra i primi al mondo, a causa della perdurante situazione di conflitto nei Territori occupati.
Gli israeliani proporranno al nostro Paese soluzioni militari, di intelligence e anti-terrorismo attraverso l'esperienza maturata dalle nove aziende che reclamizzeranno i loro prodotti a Milano. Tra queste spicca l'Athena, specializzata nella lotta al terrorismo e nell'ordine pubblico. Fondata da Shabtai Shavit, ex capo del Mossad, ha in organico esperti provenienti dall'élite militare (gli Swat commando, i Navy Seals, i Sas) e di intelligence. La Magal S3 produce invece sensori sotterranei, a vigrazione, e micro-onde, utilizzati per la difesa nazionale nelle barriere di sicurezza e nei reticolati al confine dello Stato di Israele. La J. Gordon Consulting Engineers offrirà i suoi servizi nella sicurezza nazionale, come la protezione di infrastrutture sensibili, porti, aeroporti, impianti petroliferi ed energetici, basi militari, banche e altri.
La Nice Systems svolge funzione di analisi e controllo dei dati e delle transazioni finanziarie. E' quotata al Nasdaq e ha 25mila clienti in 150 Paesi. Promuove servizi per individuare trasferimenti sospetti di denaro, frodi bancarie e le situazioni di rischio per le compagnie. Lavora per 80 delle 100 società quotate da Fortune.
Nel campo prettamente militare, il ministero della Difesa isrealiano considera la 'Gama Operations' l'azienda privilegiata nel gestire situazioni d'emergenza. La Gama garantisce infatti sistemi per la mobilitazione d'urgenza dei reparti militari. Ovvero come contattare il maggior numero di riservisti nel più breve tempo possibile.
La riuscita dell'iniziativa dipenderà dalle transazioni commerciali tra il nostro Paese e Israele. Attraverso eventi e incontri in programma, il Paese mediorientale vuole offrire un'immagine diversa da quella che viene sempre rappresentata. Un'immagine 'unexpected', ovvero inattesa. Tuttavia, tra le aziende presenti a Palazzo Mezzanotte, vi è poco di sorprendente. Gli israeliani presentano ciò che da decenni sanno fare meglio, ciò che è loro più familiare, piuttosto che inatteso: garantire la difesa e la sicurezza del proprio Stato. Anche attraverso l'arte della guerra.
Luca Galassi