Per evitare che i giovani, e i giovanissimi, si 'arruolino' volontariamente nelle bande giovanili che fanno tremare il Paese, il presidente di El Salvador Mauricio Funes ha in mente di introdurre il servizio di leva obbligatorio.
La proposta del presidente non è certo passata inosservata e ha scatenato reazioni di diverso tipo in tutto il Paese. "C'è una concezione tutta occidentale, sopratutto derivante dal pensiero Usa, che la sicurezza della popolazione debba passare per forza dalla guerra contro la criminalità organizzata. E nel caso di El Salvador contro le pandillas che usano i giovani per i loro affari loschi" ha detto durante un'intervista il famoso analista salvadoregno Roberto Canas.
Ma l'idea di Funes sembra essere già a buon punto. Secondo quanto ha riferito il presidente, infatti, l'idea base è quella di togliere mano d'opera alla criminalità, organizzando per i ragazzi un vero e proprio addestramento militare che però non prevede l'utilizzo di armi.
Il programma prevede che le reclute partecipino in un primo momento a corsi militari così da apprendere a fondo le varie forme di protezione civile.
La nuova normativa che renderebbe il servizio militare obbligatorio secondo quanto ha dichiarato il ministro della Difesa David Munguìa, potrebbe interessare seimila giovani che oggi si trovano in situazioni a rischio. E che con questo servizio potrebbero anche guadagnare uno stipendio sicuro. Il corso militare potrebbe avere una durata compresa fra i sei e i dodici mesi.
Più meno sulla stessa linea l'analista Alfredo Nateras che insegna all'Universidad Autonoma di Città del Messico. "Il problema è che gli stati applicano misure che potremmo definire di 'tolleranza zero' per i giovani". In Messico infatti, Cesar Duarte, governatore dello Stato di Chihuchua ha proposto di far svolgere una specie di servizio militare a quei giovani che non studiano e che non hanno ancora trovato un lavoro.
In ogni caso, anche l'anno scorso una proposta simile era stata avanzata da alcuni politici salvadoregni legati al partito Arena. Anche in quella circostanza le polemiche attraversarono tutto il paese e videro il rifiuto delle associazioni per la difesa dei diritti umani.
In ogni caso, il dibattito è aperto. Da un lato la folta schiera di quelli che da sempre sostengono che il servizio di leva obbligatorio sia inutile e concepito così come lo vorrebbero presidente e ministro della Difesa, sarebbe in contraddizione con se stesso: addestrare militari senza armi è una cosa difficile da capire. Inoltre, il corso prevede anche studi di psicologia e test attitudinali per verificare le capacità dei ragazzi.
Dall'altra parte ci sono quelli che ritengono il servizio militare obbligatorio come una cosa necessaria all'educazione giovanile, anche se nessuno ha la certezza che dopo la leva i giovani non cerchino la strada del denaro facile e della vita nelle organizzazioni criminali.
"Con questa proposta - ha detto Munguìa - cerchiamo di dare un servizio che sia utile e aiuti i giovani a riscattarsi e a sentire sempre più forti i valori civici e patriottici. Un servizio che sia utile a loro per imparare a rispettarsi e ad essere veri cittadini di questo bellissimo Paese". Il ministro della Difesa ha calcolato che il costo per un anno di formazione militare potrebbe aggirarsi intorno ai 55 milioni di dollari.
Alessandro Grandi