09/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di lavoratori in piazza contro le misure di austerity volute da Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale. Aumentano i dissidenti socialisti in parlamento

Migliaia di lavoratori del settore pubblico e privato scenderanno oggi nelle principali piazze della Grecia, aderendo allo sciopero indetto da Gsee. Il sindacato greco, con un comunicato diffuso ieri, ha invitato i cittadini ad incrociare le braccia per 24 ore e protestare contro le "pretese ricattatrici della troika", ossia le misure di austerity che Ue, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale hanno chiesto al Paese per far fronte alla crisi economica e finanziaria che lo ha investito.

Una mobilitazione che ha visto aderire anche impiegati di banche e imprese a partecipazione statale, nonché la Deh, l'azienda elettrica, e alcune imprese dell'acqua, tra le prime della lista a dover essere privatizzate. Scioperi e proteste al grido di "Non siamo in vendita", che continueranno sino al 15 giugno, giorno dello sciopero generale proclamato da entrambi i sindacati.

Nel frattempo il governo cerca di arginare la fuga di deputati socialisti dissidenti, che hanno scelto di schierarsi in parlamento contro le misure di austerità volute dalla troika per garantire la sostenibilità del debito sovrano.

 

Parole chiave: Grecia, Unione Europea, scioperi
Categoria: Politica, Popoli, Economia
Luogo: Grecia