01/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I nuovi emendamenti limiterebbero i poteri del monarca e del Primo ministro. Per gli analisti è scontata la vittoria del sì al referendum

Si tengono oggi in Marocco le votazioni per il referendum sulle riforme costituzionali annunciate nei giorni scorsi dal re Mohammed VI. La popolazione è chiamata a decidere su una serie di emendamenti che limiterebbero i poteri del monarca (a vantaggio del Parlamento) e quelli del Primo Ministro (che diventerebbe così il solo capo dell'esecutivo). Da parte sua, il re manterrebbe le cariche di capo della Stato, delle forze armate e leader religioso.

Si tratta del primo referendum costituzionale da quando Mohammed VI è salito al potere, e secondo gli analisti la vittoria dei si è scontata. Fondamentale il dato dell'affluenza ai seggi: se basso, indicherebbe la volontà di ulteriore cambiamento da parte della popolazione. Il movimento giovanile 20 febbraio - che ha guidato le proteste in Marocco all'inizio dell'anno - ha invitato i suoi sostenitori a boicottare le urne. Hanno manifestato invece il loro sostegno i principali partiti, i sindacati, e gran parte della società civile.

Tra le riforme istituzionali promosse da re Mohammed VI c'è anche la decisione di rendere l'idioma berbero seconda lingua ufficiale del Marocco (insieme all'arabo). É di etnia berbera circa il 90% della popolazione marocchina ma la lingua è stata recuperata solo nel corso degli ultimi venticinque anni:l'alfabeto è stato codificato sulla base di iscrizioni rupestri e tombe, ed è attualmente insegnato nelle scuole elementari. La scelta di rendere il berbero lingua ufficiale del Paese mira a farne un importante fattore identitario.

Parole chiave: Referendum, Costituzione, lingua berbera
Categoria: Elezioni, Popoli
Luogo: Marocco