01/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Da qualche settimana è cominciato lo sgombero dell'area del poligono militare

Due oncoematologi dell'ospedale "Armando Businco" di Cagliari sono stati incaricati dal procuratore della Repubblica di Lasunei, Domenico Fiordalisi, di compiere accertamenti sulla cartelle cliniche di oltre cento pazienti morti di tumore negli ultimi anni e tutti residenti nell'area del poligono sperimentale interforze di Perdasdefogu-Salto di Quirra.

L'inchiesta in corso è volta ad accertare le correlazioni tra le attività militari svolte nel poligono e i numerosi casi di malattie e di morti tra gli stessi militari, gli abitanti della zona e il bestiame che pascola sui terreni circostanti.

Il mese scorso, il Gip del Tribunale di Lanusei, Paola Murru, ha emanato, su richiesta del procuratore, un provvedimento di sgombero dell'intera area inquinata, giudicata altamente pericolosa per gli animali e per i pastori.

Il poligono in questione, all'interno del quale si sarebbero utilizzati proiettili all'uranio impoverito, è stato posto sotto sequestro preventivo già da metà maggio. Secondo gli esperti, le sostanze cancerogene si sarebbero riversate nei corsi d'acqua contaminando il terreno circostante, dove è stata riscontrata una notevole quantità di metalli pesanti tossici.

Di qui la decisione del Gip di allontanare il bestiame dalla zona e di vietare qualsiasi attività agro-pastorale. Non si sono fatte attendere le proteste degli allevatori e degli agricoltori della Coldiretti, preoccupati delle ripercussioni economiche e sociali. Soddisfatte per i provvedimenti della magistratura invece le associazioni ambientaliste.

Per i quattro ex ufficiali addetti ai brillamenti di munizioni nel poligono, il pm Fiordalisi ha ipotizzato l'accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, la stessa formula con cui sono stati recentemente condannati i vertici della Thyssen.

 

Parole chiave: Sardegna, uranio impoverito, poligono, Quirra
Categoria: Diritti, Salute, Armi, Ambiente
Luogo: Italia