08/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La storia di dieci uomini e donne che hanno lavorato contro il terrorismo a Cuba
Rosa Miriam ElizaldeAbbiamo intervistato Rosa Miriam Elizalde scrittrice cubana che insieme a Luis Baez, è autrice del libro "Dissidenti", una raccolta di testimonianze di uomini e donne che hanno lavorato per l'intelligence cubana contro i "mercenari", come sono stati definiti dal governo cubano, finanziati dall'estero per sovvertire Fidel Castro.
 
Signora Elizade cosa raccontate in questo libro? "Raccontiamo che il 3 aprile 2003 si è aperto all’Avana il processo contro 75 persone, accusate di sovversione dell’ordine statale cubano. Abbiamo raccolto vere testimonianze che illustrano quale sia il mondo della “dissidenza” a Cuba: partiti e fazioni in competizione per pochi dollari, il visto per gli Stati Uniti o un premio internazionale. Il tutto sotto il controllo della Sección de Intereses de Norteamérica (SINA), la rappresentanza diplomatica statunitense all’Avana, con a capo James Cason, mandato a Cuba dell’amministrazione Bush. Ed è proprio il lavoro della Seguridad che ha permesso di porre fine alla serie di attentati che nel 1997 avevano colpito interessi turistici cubani, causando fra l’altro anche la morte del giovane italiano Fabio Di Celmo, ucciso da una bomba collocata all’Hotel Copacabaca dell’Avana."
 
Quando avete pensato di scrivere questo libro? “L’idea è nata quando il nostro governo decise di giudicare come “mercenari” coloro i quali avevano collaborato con i servizi segreti Usa. Allora abbiamo deciso di raccontare al mondo qual’è la vera dissidenza. Il libro è dedicato agli eroi anonimi che dentro e fuori Cuba vigilano nell'ombra perché non si spenga mai la luce.”
 
Perché è nato questo libro? “Per rabbia. Il libro è figlio della rabbia. Volevamo scrivere la vera storia della dissidenza. E’ un libro nato in difesa di una Rivoluzione che da quarant’anni tiene testa all’imperialismo Usa. Direi che la nascita del libro è arrivata in concomitanza con il periodo storico che sta vivendo la nostra nazione.”
 
Di che cosa si parla nelle storie del libro? “Questo è un libro che racconta le storie di uomini e donne che hanno lavorato per la Seguridad Cubana contro il terrorismo e che nel corso del tempo hanno dato aiuto a Cuba ad evitare diversi attentati. Sono colleghi dei “Cinque Eroi”, oggi detenuti nelle carceri statunitensi, colpevoli di aver difeso la propria patria dal sovversivismo e per questo condannati a pene pesanti. Per me valgono le parole del nostro presidente che dice che i dissidenti tradiscono non solo la patria, bensì tutta l’umanità. Sono storie di persone che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella dei loro familiari per salvaguardare la nostra nazione. La nostra storia. Hanno dovuto sopportare anche l’indifferenza dei vicini di casa, degli amici, ma che alla fine sono considerati eroi.”
 
Ci sono prove contro le persone processate? “Sì, ci sono prove inconfutabili. Il servizio reso dagli agenti dell’antiterrorismo ha fatto in modo di far avere molto materiale, anche fotografico.”
 
Come pensate verrà accolto il vostro libro? “I media internazionali danno molto spazio alle storie controrivoluzionarie. Nei confronti di noi scrittori cubani c’è scetticismo. Non abbiamo molto spazio. Sicuramente abbiamo meno possibilità di essere ascoltati noi rispetto agli spazi concessi alla propaganda anticubana. Sembrerà assurdo ma molto spesso mi è capitato di sentirmi in clandestinità durante la presentazione di questo libro.”
 
Alessandro Grandi
Categoria: Diritti
Luogo: Cuba