Contrariamente a quanto annunciato ieri dal suo avvocato, Ratko Mladic si è presentato questa mattina in aula davanti al Tribunale penale per la ex Jugoslavia (Tpi), all'apertura della seconda udienza del processo, nel quale l'ex generale serbo bosniaco doveva rispondere delle accuse di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra durante il conflitto in Bosnia.
L'ex generale ha fatto ingresso in aula con un vestito grigio chiaro e si è lamentato quando gli è stato ordinato di togliersi il vecchio berretto da soldato con cui si è presentato. In apertura dell'udienza, il giudice ha invitato l'ex generale a non voltarsi verso il pubblico.
Dopo che Mladic si è rifiutato di dichiararsi colpevole o non colpevole davanti al Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia, il giudice Afonso Orie lo ha fatto allontanare dall'aula, per il suo rifiuto di rimanere in silenzio, stabilendo quindi a suo nome una dichiarazione di non colpevolezza.
Il giudice del Tpi dell'Aja, per conto di Ratko Mladic, ha quindi dichiarato l'ex generale serbo bosniaco "non colpevole", come previsto dalla procedura. Il giudice ha letto tutte le accuse che sono state formalizzate dal tribunale penale per la ex Jugoslavia nei confronti di Mladic, per genocidio e crimini di guerra e contro l'umanità, spiegando ogni volta che, per conto di Mladic, dichiara l'ex generale "non colpevole".