14/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo un ventennio di gestione fallimentare, il democratico Dayton non è riuscito a salvare lo Stato dall'insolvenza

Mentre in Europa il rischio di default fa tremare alcune economie fragili il fallimento di uno Stato diventa realtà dall'altra sponda dell'Atlantico. Il Minnesota, nel nord degli Stati Uniti, chiude gli uffici pubblici, i parchi e lascia a casa 24mila dipendenti. I conti in rosso bloccano anche i lavori di strade e infrastrutture.

Venti anni di governo repubblicano, incentrato sulla diminuzione delle tasse per i ricchi e tagli al welfare, hanno messo in difficoltà le finanze statali. Il governatore attuale, il democratico Mark Dayton, non è riuscito a risollevare le finanze pubbliche anche a causa del sabotaggio repubblicano.

Nel parlamento di Minneapolis i democratici non hanno una maggioranza sufficiente a emanare leggi senza l'appoggio dell'opposizione e sono rimasti ostaggio dell'ostruzionismo dei repubblicani. L'ex governatore del Minneapolis Pawlenty, tra i maggiori responsabili del fallimento, pensa di candidarsi per le elezioni politiche del 2012.

 

Parole chiave: Minnesota, default
Categoria: Politica, Economia
Luogo: Stati Uniti