21/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I tagli al sociale colpiscono le politiche contro la violenza di genere. A rischio 18 milioni di euro di stanziamento

I tagli al settore delle politiche sociali in Italia stanno facendo chiudere i battenti ai centri anti-violenza, le strutture sparse su tutto il territorio nazionale che da anni svolgono attività di sostegno a donne e minori vittime di ogni tipo di violenza. L'allarme è stato lanciato dall'Associazione nazione Donne in Rete contro la Violenza (D.I.Re), che gestisce 58 centri anti-violenza sulla penisola.


"Nel silenzio assoluto dei mass media nazionali e senza alcun intervento da parte delle istituzioni" - ha dichiarato la presidente dell'Associazione, Alessandra Bagnara - e nonostante direttive del Parlamento europeo abbiano chiesto il sostegno degli Stati membri sulla questione, i centri anti-violenza stanno morendo schiacciati dal peso dei debiti e in assenza anche dei finanziamenti già stanziati. In particolare, l'Associazione chiede al governo italiano di rendere contro delle sorti del Piano Nazionale contro la violenza di genere e soprattutto dei 18 milioni di euro di stanziamento che dovevano essere redistribuiti sul territorio nazionale attraverso il ministero delle Pari Opportunità.

Parole chiave: Italia, centri anti-violenza, tagli
Categoria: Diritti, Politica, Economia
Luogo: Italia