28/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente punta il dito contro l'agenzia statunitense, a suo avviso convolta nel narcortraffico verso gli Usa

Non ha usato mezzi termini il presidente boliviano Evo Morales nell'accusare Washington di controllare per mezzo della Dea (Drug Enforcement Administration), il traffico di droga che dalla Bolivia giunge fino agli Stati Uniti.

"La Dea non lottava contro il traffico di stupefacenti ma lo controllava per i suoi fini politici. Lo confermano anche alcuni suoi agenti che hanno raccontato delle atrocità commesse dall'agenzia con il pretesto della lotta alla droga" ha detto Morales dal Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite dove si trovava per una riunione.

"Ho timore del governo statunitense. Ho paura perché conosco il loro modo di operare e i loro operatori. Gli Usa hanno tutta l'esperienza per creare situazioni strane. Adesso si stanno preparando per screditarci con il traffico di droga" ha ribadito il presidente del Paese andino che da quando è stato eletto ha iniziato una seria campagna di lotta alle sostanze stupefacenti basata sulla conoscenza e sullo studio, dove la priorità è non confondere la foglia di coca con la cocaina.

Non solo. Qualche giorno fa lo stesso presidente Morales raccontava che secondo lui l'esecutivo Usa starebbe orchestrando un complotto ai suoi danni e ha raccontato di un aereo presidenziale che sarebbe stato fermato in territorio Usa perché al suo interno sarebbero state trovate tracce di droga. Niente di più falso e le notizie riportate dalla stampa sull'argomento sono solo delle clamorose bugie. Infatti, il velivolo in questione era comodamente parcheggiato all'interno di un hangar in Bolivia.

"Penso che stiano preparando qualcosa già dall'anno scorso. Quando arriviamo negli Usa con l'aereo presidenziale potrebbero mettere qualcosa al suo interno e trattenerci" ha detto Morlaes.

I rappresentanti della Dea presenti in Bolivia sono stati espulsi nel 2008 quando si è scoperto che l'agenzia era coinvolta in un tentativo di golpe ai danni del presidente Morales.

Ma non tutte le nazioni quando si parla di lotta alla droga si comportano come gli Usa. La Gran Bretagna, ad esempi, ha da poco firmato una serie di accordi con La Paz allo scopo di combattere il traffico internazionale di stupefacenti.

La conferma arriva da Jeremy Browne, responsabile britannico per l'America latina, che ha sottolineato come la Serious Organised Crime Agency, contribuirà alla formazione della polizia anti-droga boliviana e "quello di offrire una formazione sulle tecniche investigative per combattere il contrabbando di droga".

Alessandro Grandi

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