01/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'odiata “Rasputin in gonnella” dell'establishment tunisino è stata condannata, insieme al marito, a 35 anni di reclusione

Secondo diverse voci, la moglie dell'ex presidente tunisino, Leila Ben Ali, avrebbe tentato il suicidio. A riferire la notizia è stato il settimanale Tunis Ebdo. Conferme sarebbero arrivate anche dal direttore dell'ospedale di Abha, che ha fatto sapere che le condizioni dell'ex first lady sarebbero "stazionarie". Nella stessa città dell'Arabia Saudita, Zine el Abidine Ben Ali e consorte si erano rifugiati il 14 gennaio scorso.

Leila Ben Ali rappresenta tutto ciò che la rivolta del gelsomino in Tunisia ha voluto spazzare via. Insieme al marito, è stata coinvolta in diverse inchieste in cui è stata accusata di malversazione, corruzione e concussione. Nella Tunisia post-rivoluzionaria, la letteratura sulla presidentessa, in passato parrucchiera, sta spopolando, mano a mano che i processi stanno portando alla luce diversi aspetti dell'operato di Leila. La "Rasputin in gonnella", come viene comunemente appellata, non è mai stata amata dal suo popolo, che l'ha sempre vista come una "regina borghese" con un atteggiamento di grande distacco dal suo Paese. Nata e cresciuta povera, aveva finito col collezionare i gioielli regalatogli dai capi di Stato. Anche lei, insieme al marito, è stata condannata in contumacia a 35 anni di reclusione.

 

Parole chiave: Tunisia, Leila Ben Ali, Ben Ali
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Tunisia