"Ci siamo concentrati sull'abolizione delle armi nucleari e abbiamo perso di vista la campagna contro le centrali atomiche". Così Koichi Kawano sintetizza il senso della prima manifestazione organizzata da una delle maggiori associazioni pacifiste e antinucleariste giapponesi nel capoluogo della prefettura di Fukushima.
Lui è un hibakusha, un sopravvissuto alla bomba, ed è a capo del Gensuikin ("Congresso giapponese contro la bomba atomica e all'idrogeno"), che oggi si batte contro l'utilizzo, anche se civile, dell'atomo.
Alla manifestazione erano in 1.700 secondo le agenzie. Non è un numero sconvolgente, ma in Giappone qualcosa si sta muovendo, soprattutto nella settimana che si conclude con l'ennesima celebrazione della bomba di Hiroshima, il 6 agosto. Ennesima ma non scontata, perché questo è l'anno, appunto di Fukushima.
Mentre marciavano nella città che dista a soli 50 chilometri dall'impianto, i manifestanti scandivano slogan quali "Abolite tutte le centrali nucleari!" e "Ridateci Fukushima libera da radiazioni!". Alla protesta, oltre agli attivisti, partecipavano anche abitanti delle aree evacuate all'indomani del guasto all'impianto di raffreddamento che a marzo ha determinato la fuoriuscita di materiale radioattivo dalla centrale.
Hiromasa Yoshida, insegnante 45enne evacuato dalla città di Namie, che sta a 20 chilometri dall'impianto, ha detto: "Facciamo in modo di essere le ultime vittime di un incidente nucleare. È tempo di abbandonare la produzione di energia con l'atomo".
L'organizzazione dovrebbe tenere altre manifestazioni a Hiroshima e Nagasaki proprio in occasione dell'anniversario delle atomiche made in Usa del 1945.
Oltre alle manifestazioni nella vita reale, la protesta si esprime anche in rete. Da mesi ormai circolano video di vecchie canzoni contro il nucleare e di riedizioni post-Fukushima. Valga per tutti l'esempio di Summertime Blues degli RC Succession, una canzone oggi considerata profetica. Secondo la descrizione su YouTube, la canzone doveva uscire il 6 agosto 1988 per Toshiba Emi, ma il lancio fu improvvisamente cancellato.
Intanto, è diventato ormai un fenomeno massmediatico Ryoichi Wago, un poeta originario proprio della città di Fukushima che diffonde i suoi versi su Twitter. Sono poesie che raccontano il dramma in forma di "flusso", di cui non si coglie bene l'inizio e la fine, proprio per via del media utilizzato: lo spazio di un tweet contiene tutto il componimento o solo una parte?
Da mesi in Giappone si discute se queste forme di protesta soffusa siano efficaci per cambiare la situazione o, almeno, per provarci. Il picco più alto si è avuto ad aprile, quando a Tokyo si ritrovarono in piazza 15mila persone. Ma il movimento antinucleare, che altrove sarebbe di massa, qui sembra comunque compresso, intimidito.
La polemica, nata dalle osservazioni perplesse di molti stranieri, divampa tra gli stessi giapponesi. Da un lato, c'è chi ritiene controproducente o comunque inutile importare il "metodo occidentale": se volete gridare la vostra rabbia - sembra l'opinione diffusa - utilizzatela invece per aiutare chi ne ha bisogno. Dall'altro, chi ritiene che l'antica ricerca di "armonia", che si traduce poi in un eccesso di tolleranza verso il potere, sia ormai merce avariata.
Anche per questo, il 6 agosto sarà un momento di verità.
Gabriele Battaglia