Aumenta la tensione sul confine tra Serbia e Kosovo. La forza Nato nella regione (Kfor) ha richiesto l'invio di truppe supplementari per sorvegliare la frontiera a nord del Kosovo.
Dal 26 luglio il nord del Paese è teatro di un'escalation di violenza dopo la decisione di Pristina di probire le importazioni dalla Serbia. La scorsa settimana 4 soldati erano rimasti feriti nell'operazione di controllo dell'embargo doganale delle merci serbe.
Belgrado aveva già bloccato le importazioni kosovare da quando il Kosovo aveva dichiarato unilateralmente la sua indipendenza nel 2008.
La portavoce Nato, Carmen Romero, ha precisato che l'invio di truppe è da leggersi come "mossa tattica sul piano della sicurezza", ma che la situazione in realtà è "in via di miglioramento". La portavoce ha aggiunto che l''unica soluzione è tornare al dialogo" e che la Kfor "non prende parte al conflitto in atto e resta neutrale".
Più di 70 Paesi riconoscono l'indipendenza del Kosovo, ma la sua legittimità non è accettata nè da Belgrado, nè dai 60mila serbi che vivono sul territorio kosovaro.