Sono almeno ottocento i morti provocati dalla violenza politica ed etnica a Karachi dall'inizio dell'anno. Nel solo mese di luglio, sotto colpi di arma da fuoco sono cadute ben trecento persone. A rendere note le dimensioni della violenza politica nella città meridionale è la Commissione per i diritti umani del Pakistan (Hrcp). Secondo Zohra Yusuf, presidentessa della commissione, l'attuale violenza a Karachi è la più cruenta dal 1995, quando oltre novecento persone persero la vita nei primi sei mesi dell'anno. I tentativi del governo pachistano di far fronte all'ondata di omicidi dispiegando centinaia di agenti di polizia e delle forze paramilitari stanno per ora avendo scarso successo. Solo questa settimana sono state uccise 58 persone.