25/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Un rapporto dell’Università di Auckland denuncia gli abusi fisici, mentali e sessuali che avverrebbero a bordo delle imbarcazioni neozelandesi

I ministri di Pesca e Lavoro neozelandesi , Phil Heatley e Kate Wilkinson, hanno aperto un'inchiesta ministeriale "approfondita" sui pescherecci che operano nelle acque territoriali del Paese per accertare se le imbarcazioni assicurano un ambiente lavorativo accettabile ed equo.

Diverse denunce hanno posto l'attenzione sugli abusi fisici, mentali e sessuali sui lavoratori, degni di "navi di schiavisti". Secondo un rapporto dell'Università di Auckland, nelle acque neozelandesi operano circa 30 pescherecci stranieri in cui sono impiegati almeno 2000 marinai, costretti a turni di lavoro di 40 ore gudagnando meno di un quinto dei loro colleghi neozelandesi. Gli abusi sessuali sarebbero comuni e i marinai talvolta sarebbero costretti a cibarsi di esca per pesci.

La compagnia al centro delle accuse, Sajo Oyang Corporation, ha respinto le recriminazioni definendole "stravaganti".

Parole chiave: Nuova zelanda, pescherecci, abusi
Categoria: Diritti, Popoli
Luogo: Nuova Zelanda