La Cina, in luglio, ha venduto armi alle truppe di Gheddafi, infrangendo l’embargo stabilito dall’Onu. Così affermano il New York Times e il quotidiano canadese Globe and Mail, secondo i quali esisterebbero dei documenti in grado di provare la notizia.
La portavoce del ministro degl Esteri cinese, Jiang Yu, nega la vendita ma conferma che il colonnello Gheddafi, a metà luglio, ha incontrato alcuni dirigenti di aziende produttrici di armi, tra cui la China North Industries Corp. (Norico), la China National Precision Machinery Import&Export Corp. (Cpmic) e la China XinXing Import & Export Corp.
Omar Hariri, responsabile militare del Consiglio di transizione, sostiene che “quelle armi sono arrivate in Libia e sono state usate contro il nostro popolo”. Gli fa eco Abdulrahman Busin, altro portavoci del Cnt, citato dal Times: “Abbiamo prove incnfutabili di negoziati tra Cina e Gheddafi”.
Eppure, anche tra i ribelli, c’è scetticismo sull’autenticità dei documenti in mano ai due giornali. Anche se non confermata, la notizia rischia comunque di complicare i già difficili rapporti tra il nuovo governo libico e la Cina.