Una delegazione composta da 15 imam francesi ha scritto ad Hamas per invocare la liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, da 5 anni prigioniero nella Striscia di Gaza. L’iniziativa presa dai musulmani francesi arriva a un mese da una mobilitazione analoga negli Stati Uniti. Il rabbino americano Marc Schneier, presidente della Foundation for Ethnic Understandisting (FFEU), ha reso omaggio alla decisione degli imam d’Oltralpe in un comunicato: “Dopo l'iniziativa dei dirigenti musulmani americani quella dei colleghi francesi – ha scritto- è la naturale continuazione del movimento internazionale di 'lotta per l'altro'. È gratificante che questi sforzi vengano svolti attualmente sulle due sponde dell'Atlantico”.
Il padre Noam ieri ha incontrato a Parigi Nicolas Sarkozy, per chiedere all’Eliseo che nel corso del vertice del prossimo 20 settembre alle Nazioni Unite “sia presa in considerazione la liberazione di mio figlio come precodizione per la dichiarazione dello Stato palestinese”. La Francia ha risposto però che i due problemi “devono essere distinti”. La scorsa settimana, Noam Shalit è stato in vista al palazzo di Vetro a New York e ha ottenuto che la giornata del 7 settembre, in tutto il mondo, sia dedicata a Gilad Shalit.