14/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Abbandonare la Grecia a se stessa sarebbe un grave un errore. Soprattutto se si legge il disastro greco anche in chiave italiana. Ne è convinta Costanza Honorati professore ordinario di Diritto dell'Unione Europea all'Università di Milano-Bicocca. L'eventuale fallimento della Grecia con la conseguente insolvenza nei confronti dei propri cittadini, delle banche straniere e della Bce sarebbe un vero disastro. Le obbligazioni emesse da Atene diventerebbero immediatamente carta straccia e gli istituti bancari stranieri subirebbero un grave colpo, in particolare quelli tedeschi e francesi che sono particolarmente esposti. Il declassamento di Moody's nei confronti dei colossi Societé general e Credit agricol danno benissimo il segno di quanto potrebbe accadere.

Se la Grecia fosse costretta ad uscire dall'eurozona (deve farlo unilateralmente poiché non può essere espulsa dagli altri paesi), l'economia interna soffrirebbe ancora maggiormente. L'ipotetico ritorno alla dracma dovrebbe comportare una fortissima svalutazione della moneta per favorire lentamente il rientro di capitali stranieri, ma a quel punto tutta la Grecia finirebbe nel mirino di speculatori (russi e cinesi, in primis) che andranno a fare man bassa di isolette e spiagge.

Honorati non crede che si arriverà a un default della Grecia. "E' auspicabile che si verifichi un'accelerazione sul quel tanto di Europa che ancora non c'è, ovvero un controllo strettissimo - ben più di quello attuale - sulle politiche economiche nazionali", afferma Honorati a PeaceReporter. "La verità - continua il docente - è che i governanti greci (e certamente anche quelli italiani) hanno preso in giro i loro partner europei, rivelando una incapacità politica e una sostanziale mancanza di volontà di mettere mano alle riforme da fare". La notizia più preoccupante e concreta, al momento, riguarda la profonda recessione già acclarata in Grecia (e probabilmente in arrivo anche in Italia) dovuta a una politica di tagli portata avanti da incompetenti e da soggetti senza una visione politica. "I rimedi sono noti, ma non vengono applicati. Non in Grecia e nemmeno in Italia", afferma Honorati che conclude: "Ci vorrebbe qualcuno che obblighi a farle. Il problema è che anche in Europa di statisti non se ne vedono in giro: ci vorrebbe un altro Kohl":

Sulla stessa lunghezza d'onda si trova Francesco Capriglione, ordinario alla Luiss e un lungo trascorso in Bankitalia. La rottura del sistema eurozona, con l'uscita di un paese dal gruppo avrebbe un effetto devastante. "Ma non c'è da stupirsi che si sia arrivati a questo punto: senza unità politica è difficile sostenere quella economica e monetaria", afferma Capriglione al telefono con PeaceReporter. L'eurosistema, secondo Capriglione, ha mostrato tutti i suoi limiti messi in evidenza da una mancanza di coesione necessaria per superare una crisi come quella attuale: "È in momenti come questi che emergono tutte le contraddizioni di una costruzione geo-economica non sufficientemente sedimentata su comuni fondamenti politico-giuridici e su una consolidata unione culturale".

La preoccupazione per l'anello debole "Grecia" di una catena più lunga che si estende fino a Spagna, Portogallo e Italia rende legittime le paure di un pericoloso effetto domino pronto a propagarsi a livello regionale europeo. Le tesi di alcuni economisti - tra tutti Daniel Gros - secondo cui "i fallimenti non vanno evitati a tutti i costi", devono essere respinte con forza. "Non vi è dubbio però, che è necessario adottare una politica di rigore seria", afferma Capriglione che parlando di Italia dice: "Qui manca del tutto la politica seria: si butta continuamente la palla avanti", ma più avanti c'è il baratro. "Provvedimenti demagogici, come l'eliminazione dell'Ici, si sono rivelati essere una vera sciocchezza e poi Bossi, che ricatta Berlusconi, deve spiegarci perché solo in Italia le donne non possano andare in pensione a 65 anni. Per non parlare delle folli spese per la difesa: cifre spaventose che ci portano all'ottavo posto nella classifica mondiale".

 

 

Nicola Sessa

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità