14/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'opinione diffusa in Germania è che la Grecia non possa essere più salvata

L'euro e l'Europa traballano e in cabina di pilotaggio la cancelliera tedesca Angela Merkel si trova a dover manovrare tra onde altissime. Tutti si aspettano che la Germania tiri fuori dalla tempesta la nave dell'Unione, Stati Uniti compresi che spingono per misure più decise da parte del governo di Berlino. La popolarità di Merkel è in calo: le sue politiche di salvataggio dell'euro gli sono costate sette sconfitte su sette nelle ultime tornate elettorali regionali, tra cui, la più pesante nella roccaforte del Mecklenburg-Vorpommern. E manca ancora la verifica delle urne di Berlino a fine settembre. Merkel e il suo partito, il Cdu, deve rispondere non solo agli attacchi dell'opposizione - i socialisti dell'Spd in testa - ma anche recuperare dagli sgambetti che arrivano dagli altri due partiti della coalizione: i neoliberisti del Fdp e i centristi del Csu bavarese.

Nel fine settimana scorso il ministro dell'economia Philipp Rosler (Fdp) ha dichiarato che non intende più sottostare al "tabù per cui non si debba ipotizzare un default guidato della Grecia", tenendo la stessa linea del leader del Csu Horst Seehofer che ha ipotizzato l'uscita della Grecia dall'eurozona.

Pochi giorni prima, la troika composta da delegati di Ue, Fondo monetario internazionale (Fmi) e Banca centrale europea (Bce) ha bocciato ancora una volta la Grecia che non starebbe facendo abbastanza per implementare il pacchetto austerity approvato all'inizio dell'estate. Se non ci sarà una sterzata decisa, "assisteremo alla bancarotta della Grecia entro fine mese", hanno affermato i relatori della troika.

In realtà tutti devono lavorare per evitare questo finale drammatico. È stata proprio Angela Merkel a muovere il primo passo e attraverso i microfoni della Radio Rbb ha sottolineato l'importanza di tenere tutti uniti sotto l'ombrello dell'euro, dal momento che il futuro dell'Europa è legato all'unione monetaria: "Per questo motivo è importante pesare le parole con molta attenzione", ha detto Merkel riferendosi ai suoi colleghi di coalizione.

L'opinione diffusa in Germania - soprattutto in ambienti conservatori - è che la Grecia non possa essere più salvata, così come il Portogallo, l'Italia e la Spagna. È vero, sostiene il Die Welt, che i contribuenti tedeschi perderanno molti soldi, ma a questo punto più si aspetta ad arrivare al default greco, maggiori saranno le perdite. D'altro canto le dichiarazioni di Rosler e Seehofer hanno già provocato un disastro destabilizzando i mercati e potrebbe portare a una massiccia fuga di capitali da Atene: uno scenario disastroso anche nell'abisso profondo in cui adesso si trova la Grecia.

 

 

Nicola Sessa

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