14/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



A tre anni dal brutale omicidio di Abba un presidio antirazzista in Via Zuretti a Milano ricorda il giovane originario del Burkina Faso

"Non dobbiamo dimenticare ciò che è successo ad  Abdul Guibre  ‘Abba'.  Non si deve dimenticare che un ragazzo è morto. Questo non deve accadere mai più" dice Hadiara Guibre , sorella di Abba, brutalmente ucciso il 14 settembre 2008 dai gestori di un bar di via Zuretti a Milano, per il furto di un pacchetto di biscotti. I due assassini, già con precedenti penali alle spalle, sono stati condannati a 15 anni di reclusione. Ma non basta a far rassegnare le persone che si sono riunite in presidio per ricordare questo ragazzo originario del Burkina Faso (al momento dell'omicidio Abba aveva solo 19 anni),  a tre anni dalla sua scomparsa.

Piange e si dispera anche la fidanzata di Abba che non ha nessuna voglia di incontrare e parlare con i giornalisti presenti. "Nessuno ha colpe per la morte di Abba - dice gridando verso le finestre degli edifici di via Zuretti, luogo dell'omicidio - ma dovete cercare di capire per un istante cosa significhi tutto questo. A una madre e a un padre è stato ucciso un figlio. Alle sorelle da tre anni manca un fratello. Pensate se fosse successo a voi. Come vi sareste sentiti? Io ho perso il mio fidanzato e tutti i giorni mi sveglio e mi dico "Abba è morto, non c'è più".

E' lunga la fila di ragazzi, amici di vecchia data di Abba ma anche di giovani che non lo conoscevano, che lasciano un mazzo di fiori nel luogo dove è avvenuto l'assassinio. Sono composti e la loro tristezza traspare dai loro occhi, dai loro gesti. Tutti però, dicono la stessa cosa: stop al razzismo. "E' la paura del negro. Dal diverso in  generale che spaventa la società. Un concetto che non sta né in cielo né in terra. Si dovrebbe iniziare ad avere la curiosità di conoscere le culture diverse dalla nostra e non lasciarle fuori dalla porta. Basta con i confino geografici e basta con il razzismo" dice Marco, 17 anni,  che non conosceva Abba ma che ci tiene ad essere presente al presidio "perché ci sono momenti nella vita in cui una persona, giovane o meno giovane che sia, si deve schierare. Deve scegliere da che parte stare. Io sto con Abba" dice.

Hadiara ringrazia tutti i presenti. "Un particolare ringraziamento per la vostra presenza arriva dalla mia famiglia che oggi non è potuta venire qui a ricordare Abba. Vi chiediamo solo di non dimenticare. Questo è il messaggio che oggi lanciamo a tutte le persone che sono qui e anche a quelle che non ci sono".

Il ricordo di Abba non si fermerà oggi. Una serie importante di iniziative, un torneo di calcetto che si terrà al Lido di Milano, una scuola di italiano per stranieri e concerti ‘di musica internazionale, perché la parola etnica è sbagliata e brutta" dicono gli organizzatori, sono previste per i prossimi giorni.

 

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità