20/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Botta e risposta tra serbi e Kfor sulle barricate che da venerdì bloccano le strade kosovare per protestare contro invio di kosovaro-albanesi a Jarinje e Brnjak

Ancora tesa la situazione al nord del Kosovo, dove i serbi hanno eretto delle barricate per protestare contro la presa di controllo di doganieri kosovaro-albanesi dei posti di frontiera di Jarinje e Brnjak. A fine luglio, le due postazioni erano state teatro di scontri quando estremisti serbi del Kosovo avevano attaccato i posti di blocco, causando la morte di un poliziotto.

I militari della forza Nato in Kosovo (Kfor) hanno lanciato dagli elicotteri dei volantini in cui i blocchi sono definiti "illegali" e si chiede di porre fine alla protesta.

I serbi hanno risposto con un altro volantino in cui si legge che "sulla base della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza Onu, il Kosovo è parte integrante della Serbia e in Kosovo non ci sono confini". I blocchi stradali rappresenterebbero quindi "il malcontento della popolazione serba..per la mancata osservanza della risoluzione".

I militari hanno ricordato che la Kfor è tenuta a garantire la libertà di movimento in Kosovo e che le barricate non possono essere considerate una protesta pacifica, dal momento che impediscono di portare aiuto a chi ne ha bisogno.

Intanto la Kfor ha rimosso i cordoni di filo spinato in corrispondenza del posto di frontiera di Brnjak e hanno fatto sapere che il valico (conosciuto come il nr. 31) è aperto al transito, ma in realtà è percorribile solo a piedi.

Le prese di posizione da parte di Kfor e Eulex contro i posti di blocco dei serbo-kosovari potrebbero preludere a un'azione di forza per la rimozione delle barricate.

Parole chiave: Kosovo, kfor, barricate, serbi
Categoria: Politica, Armi
Luogo: Kosovo