21/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



E il Mensile nel numero di agosto aveva raccontato cionque storie di uomini e donne che accolgono chi scappa dall'altra sponda del Mediterraneo

Ascolta le audiostorie di E il Mensile, pubblicate sul numero di agosto. Ne proponiamo due, prodotte in collaborqazione con Reset Radio

Testi di Michele Primi. Voci di Angelo Miotto e Matteo Ponzano


L’altra Lampedusa. Tra le due sponde

Mohsen Lihidheb è il postino di Zarzis. Dal 1993, ogni giorno dopo il suo turno alle poste, percorre i 150 chilometri di spiagge tra Ras Jdir e Djerba, e raccoglie tutto quello che il mare riporta a riva. Il suo Museo della memoria
del mare è un monumento a cielo aperto alle storie dei migranti. Contiene oltre 150mila oggetti. Nell’agosto del 2002 Mohsen ha trovato sulla spiaggia di Zarzis il cadavere di un uomo morto in mare durante la traversata verso l’Europa.
Lo ha chiamato Mamadou.

Vincenzo Lombardo è l’ex custode del cimitero di Lampedusa. Dal 1996 ha creato spontaneamente un cimitero dove seppellisce i migranti morti nel tentativo di raggiungere l’isola. «Mi dicevano: perché metti la croce? Quelli sono musulmani. Ma Dio è uno solo, e ha fatto la terra per tutti: bianchi e neri, cristiani e musulmani».

 

Il gesto della memoria, l’altra Lampedusa

Franco Tuccio ha 44 anni. E’ nato a Pantelleria e vive a Lampedusa con la moglie e quattro figli. Suo padre era maestro d’ascia e costruiva barche. A 23 anni Franco ha aperto la sua attività di artigiano del legno a Lampedusa

Angelo Miotto

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