28/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il prezzo dello zucchero al centro di rialzi. Il dolcificante come strumento contro la crisi finanziaria

Zucchero e crisi finanziaria mondiale hanno molto in comune. Certo, non è che con il primo si addolcisce la pillola per curare il secondo, ma i mercati potrebbero dare risposte positive proprio grazie alla contrattazione dello zucchero.

E non è un caso che in Europa il prezzo dello zucchero diminuisca mentre nel continente americano aumenta quasi ogni due giorni. Come avvenuto ultimamente.

Secondo gli esperti di finanza mondiale la causa principale dell'innalzamento dei prezzi sarebbe attribuibile alla notizia che proviene dall'Europa, dove molti paesi stanno cercando di uscire dalla crisi finanziaria, cosa che potrebbe contribuire a evitare una recessione mondiale.

Lo zucchero si produce in quasi tutti i Paesi del mondo e i maggiori esportatori sono il Brasile e l'Europa. Nonostante i futures (contratti a termine standardizzati) si scambino alla borsa merci di Londra, il loro prezzo (la quantità minima negoziabile è 50 tonnellate), è da sempre espresso in dollari statunitensi.

Ma non è un caso. Il prezzo dello zucchero negli Stati Uniti è appositamente tenuto più alto rispetto a quello degli altri paesi per tutelare la produzione locale. Con questo metodo, inoltre, gli esperti statunitensi sperano di scoraggiarne l'importazione.

E a Londra l'ultima valutazione dello zucchero era di 649 dollari la tonnellata, ossia poco meno di 20 dollari in più dei giorni precedenti, un guadagno reale per gli investitori rispetto alle giornate precedenti. Come molto alte sono state nel 2011 le importazioni di zucchero raffinato.

In Cina ad esempio, è stato importato il 42 percento in più dello zucchero rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Una quantità che sfiora le 424mila tonnellate. Se poi si paragona la cifra con i dati del mese di luglio si nota come l'importazione di zucchero nel settimo mese del 2011 sia stata addirittura il 65 percento superiore alla media. E questo zucchero oltre che addolcire i thè di pregiata qualità, muove il mercato finanziario e non poco. Per il prossimo biennio Pechino spera di riuscire a produrre autonomamente circa 10 milioni di tonnellate di zucchero che rappresenterebbe un grosso incremento rispetto agli anni precedenti

Molte tonnellate sia di zucchero raffinato che di zucchero grezzo (che una vota esposto al solfuro di zolfo diventa bianco), sono state importate da Paesi africani come la Tanzania e la Tunisia.

Nel primo caso, considerata la scarsa quantità di prodotto presente nel Paese, l'amministrazione ha intenzione di importare 100mila tonnellate di zucchero entro il 30 giugno 2012.

Così anche nella turbolenta Tunisia dove il mercato ha consentito l'acquisto di 28mila tonnellate di zucchero raffinato (per un prezzo inferiore alla media) per il prossimo ottobre e circa 16mila tonnellate di zucchero raffinato a poco più di 800 dollari la tonnellata.

Parole chiave: Zucchero, raffinzaione, borsa valori
Categoria: Economia