Mentre tutti si affrettano a raccontare un'estate che sembra non finire mai, ecco che invece pare iniziare l'autunno caldo. A Napoli oggi, 3 ottobre 2011, sono scesi in piazza i lavoratori dell'Alenia, che hanno sfilato in corteo da piazza Mancini a piazza Matteotti.
Con loro i lavoratori dei siti produttivi di Casoria, Capodichino, Nola, Pomigliano e anche una delegazione di metalmeccanici della Fiat. "Si e' rivista in piazza la classe operaia" ha commentato il segretario generale della Camera del Lavoro di Napoli Federico Libertino. ''La faccia pulita di questo Paese, che rivendica azioni concrete contro una decisione che, senza alcuna ragione industriale ma per un mero capriccio della Lega, vuole spostare al Nord una realtà produttiva e di eccellenza di Napoli e della Campania".
La storia è nota. Alenia, società controllata da Finmeccanica, avrebbe deciso di chiudere le proprie sedi nel centro sud. Dagli uffici romani agli stabilimenti in Campania. Decisione che, in mancanza di prese di posizione ufficiali dell'azienda, ha scatenato una bufera. I presunti esuberi sarebbero nell'ordine dei 1200 posti di lavoro, ma potrebbero essere molti di più, visto che non è affatto scontato che gli impiegati di Roma, ad esempio, accettino di trasferirsi al nord.
La motivazione non sarebbe comunque economica. L'Alenia è un'azienda florida. Il modello ATR, modello di aereo turboelica, nato da una joint venture paritetica tra Alenia Aeronautica e Eads, ha prodotto nel 2011 un profitto record: dall'inizio dell'anno 145 modelli venduti (oltre a 72 opzioni d'acquisto) per un valore totale di 3,2 miliardi di dollari (4,8 miliardi di dollari se si considerano anche le opzioni). ''Questo è stato un anno eccezionale per ATR, e non è ancora finita'', ha dichiarato Filippo Bagnato, amministratore delegato dell'azienda. ''A ottobre infatti potremmo aggiungere un nuovo ordine per altri dieci velivoli''. Questo velivolo record viene realizzato in gran parte negli stabilimenti Alenia di Pomigliano d'Arco. Quest'anno saranno prodotte 52 macchine, infatti, il numero salirà a 72 nel 2012, ad 80 nel 2013 e a 85 nel 2014. E saliranno anche i profitti, visto che si passerà dagli 1,3 miliardi di oggi a 2 miliardi di dollari nel 2014.
Di crisi economica, quindi, di certo non si può parlare. Magari di crisi politica, anzi della politica.
"Ho inviato al presidente del consiglio Silvio Berlusconi e al ministro dell'Economia Giulio Tremonti un'interrogazione urgente per capire se corrisponde al vero che Finmeccanica intende chiudere le sedi Alenia a Roma e trasferirle al Nord. Sarebbe un'ipotesi folle, frutto di una politica basata sul potere del campanile come se fossimo nelle lotte tra Signori nel Medioevo". Lo scrive in un comunicato il deputato del Pd, Enrico Gasbarra, sull'ipotesi di chiusura delle sedi romane di Alenia. "Spostano le sedi, deportano centinaia di persone, licenziano professionalità perché va accontentato il feudo leghista di Reguzzoni o di Cota, contro ogni logica industriale ed economica''.
Ha ragione Gasbarra? Nulla è ufficiale. Resta la sensazione di una politica aziendale che si muove su logiche estranee alla produttività. Pomigliano, come simboleggiato dalla presenza solidale degli operai Fiat, sta diventando il simbolo di un meridione d'Italia sempre più impoverito, quasi punito, al di là della capacità di lavorare con passione. Un autunno caldo davvero è appena iniziato.
Christian Elia