Per la prima volta dal dopoguerra la soglia dei morti sul lavoro è scesa sotto i mille casi/anno secondo quanto emerge dai dati ufficiali dell'Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail).
In Lombardia, particolarmente rilevanti sono le cifre registrate a Mantova (-5,6 per cento), Como (3,2 per cento) e Cremona (-2,7 per cento). A Milano, sommando anche il dato di Monza-Brianza, nel 2010 si è evidenziata una diminuzione dell'1 per cento.
Nonostante questi dati segnino un indice positivo, preoccupanti invece sono stati i numeri relativi all'incremento degli incidenti tra i lavoratori stranieri.
Sempre nella regione Lombardia, l'Inail ha rilevato nell'ultimo anno un aumento del 2,2 per cento rigurdante i soli addetti stranieri, con una punta del 6,2 per cento a Milano (da 8.856 a 9.408).
Il presidente dell'Asiim (Azienda per lo sviluppo dell'imprenditoria immigrata), Marco Accornero, ritiene che ad avere determinato questi dati potrebbe essere stato anche l'aumento di impiegati stranieri sul territorio. Di parere diverso si è mostrato Maurizio Bove della Cisl: "In realtà il dato è sottostimato perché non tiene conto di quel che avviene nelle imprese che assoldano gli immigrati per pochi giorni o anche solo per un giorno. Quando gli incidenti accadono - prosegue Bove -, sono i caporali ad obbligare di non sporgere denuncia o a dire che l'episodio è avvenuto in casa".
Evidentemente all'interno dei rapporti dell'Inail non potranno rientrare nè quegli operai costretti al lavoro nero, nè quelle persone che prive di documenti si vedranno impossibilitate a qualsiasi azione giudiziaria.
Su iniziativa della Camera di Commercio di Milano è stata recentemente realizzata una guida, (scaricabile dal sito www.mi.camcom.it) che infoma sulla legge in materia, spiegando quali azioni compiere per prevenire i danni in sede di lavoro.