12/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La legge-stimolo doveva immettere 447 milardi di dollari per la creazione di uno o due milioni di nuovi posti di lavoro

Un altro stop per il governo Obama: stavolta al Senato si ferma il percorso legislativo del piano sul lavoro proposto dall'amministrazione democratica. Per passare, la legge aveva bisogno di 60 voti. Il responso delle urne però è stato di 50 a favore e 49 contrari. Non sono mancati tra gli oppositori nemmeno i "franchi tiratori": i senatori democratici Ben Nelson (Nebraska), Jon Tester (Montana) e Harry Reid (Nevada) hanno infatti votato no al pacchetto di 447 miliardi di dollari per sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro e uscire dalla crisi.

Obama non ha però dato segno di voler cedere: "Questo voto - ha dichiarato - non rappresenta la fine della lotta. Ora lavoreremo per far si che le proposte individuali su questa legge ottengano un voto il prima possibile".

Il voto lascia trasparire la difficile situazione in cui si trova l'amministrazione democratica, perennemente a corto di voto e con l'affanno di portare a casa qualcosa prima delle nuove elezioni del 2012. Timothy Geithner, segretario al Tesoro, ha criticato con parole dure le rivolte in seno ai democratici: "è buono e renderebbe l'economia più forte. Economisti indipendenti hanno stimato che creerebbe uno o due milioni di posti di lavoro".

 

Parole chiave: lavoro, obama, repubblicani, democratici
Categoria: Politica
Luogo: Stati Uniti