La prospettiva di un'Autorità pubblica mondiale al servizio del bene comune
"La costituzione di un'Autorità pubblica mondiale, al servizio del bene comune" è "l'unico orizzonte compatibile con le nuove realtà del nostro tempo": è quanto si legge nella nota del dicastero vaticano che vuole offrire "un contributo ai responsabili della terra e a tutti gli uomini di buona volontà" di fronte all'attuale crisi economica e finanziaria mondiale che "ha rivelato comportamenti di egoismo, di cupidigia collettiva e di accaparramento di beni su grande scala".
Il liberismo economico senza regole e senza controlli tra le cause dell'attuale crisi
Si analizzano le cause della crisi, riscontrate "anzitutto" in "un liberismo economico senza regole e senza controlli". La nota denuncia "l'esistenza di mercati monetari e finanziari a carattere prevalentemente speculativo, dannosi per l'economia reale, specie dei Paesi più deboli". Parla di "un'economia mondiale sempre più dominata dall'utilitarismo e dal materialismo", caratterizzata da un'espansione eccessiva del credito e da bolle speculative, che hanno generato "crisi di solvibilità e di fiducia"; un fenomeno culminato nel 2008 nel "fallimento di un importante istituto finanziario internazionale" negli Stati Uniti - deciso proprio in seguito ad "un orientamento di stampo liberista, reticente rispetto ad interventi pubblici nei mercati", con conseguenze nefaste su miliardi di persone.
Tre ideologie devastanti: utilitarismo, individualismo e tecnocrazia
La crisi - rileva la nota - è causata anche da altre ideologie che hanno "un effetto devastante": anzitutto l'utilitarismo e l'individualismo, secondo le quali "l'utile personale conduce al bene della comunità". Ma non sempre è così. Infatti, nonostante i progressi dell'economia mondiale, "non è aumentata l'equa distribuzione della ricchezza", anzi, in "in molti casi è peggiorata": per questo è necessaria la solidarietà. Benedetto XVI denuncia anche "una nuova ideologia, l'ideologia della tecnocrazia", ossia "di quell'assolutizzazione della tecnica che «tende a produrre un'incapacità di percepire ciò che non si spiega con la semplice materia» ed a minimizzare il valore delle scelte dell'individuo umano concreto che opera nel sistema economico-finanziario, riducendole a mere variabili tecniche" .
Tassazione delle transazioni finanziarie e ricapitalizzazione delle banche con fondi pubblici
In questa prospettiva sono ipotizzabili: "misure di tassazione delle transazioni finanziarie, mediante aliquote eque", anche per "contribuire alla costituzione di una riserva mondiale, per sostenere le economie dei Paesi colpiti dalle crisi, nonché il risanamento del loro sistema monetario e finanziario"; "forme di ricapitalizzazione delle banche anche con fondi pubblici condizionando il sostegno a comportamenti «virtuosi» e finalizzati a sviluppare l'economia reale"; la "definizione dell'ambito dell'attività di credito ordinario e di Investment Banking. Tale distinzione consentirebbe una disciplina più efficace dei «mercati-ombra» privi di controlli e di limiti".
verso una Banca centrale mondiale
La nota ipotizza "la riforma del sistema monetario internazionale" per dare vita "a qualche forma di controllo monetario globale" riscoprendo "la logica di fondo, di pace, coordinamento e prosperità comune che portarono agli Accordi di Bretton Woods" nel 1944. Accordi che portarono all'istituzione del Fondo monetario internazionale che oggi ha perso la sua capacità di garantire la stabilità della finanza mondiale. Si tratta di mettere "in discussione i sistemi dei cambi esistenti, per trovare modi efficaci di coordinamento e supervisione" in "un processo che deve coinvolgere anche i Paesi emergenti e in via di sviluppo". E' necessario "un corpus minimo condiviso di regole" per gestire il "mercato finanziario globale, cresciuto molto più rapidamente dell'economia reale" grazie all'"abrogazione generalizzata dei controlli sui movimenti di capitali" e alla "deregolamentazione delle attività bancarie e finanziarie". "Sullo sfondo si delinea, in prospettiva, l'esigenza di un organismo che svolga le funzioni di una sorta di «Banca centrale mondiale» che regoli il flusso e il sistema degli scambi monetari, alla stregua delle Banche centrali nazionali".
Necessità di costituire un'Autorità politica mondiale" di fronte alla "crescente interdipendenza" tra gli Stati. "Tale Autorità sovranazionale deve ...essere messa in atto con gradualità, con l'obiettivo di favorire ... mercati liberi e stabili, disciplinati da un adeguato quadro giuridico". "Si tratta di un'Autorità dall'orizzonte planetario, che non può essere imposta con la forza, ma dovrebbe essere espressione di un accordo libero e condiviso" e "dovrebbe sorgere da un processo di maturazione progressiva delle coscienze e delle libertà", coinvolgendo "coerentemente tutti i popoli", nel pieno rispetto delle loro diversità. "L'esercizio di una simile Autorità, posta al servizio del bene di tutti e di ciascuno, sarà necessariamente super partes". I Governi non dovranno "servire incondizionatamente l'Autorità mondiale. È piuttosto quest'ultima che deve mettersi al servizio dei vari Paesi membri, secondo il principio di sussidiarietà", offrendo il suo "sussidio" nel rispetto della libertà e delle responsabilità di persone e comunità: si evita così "il pericolo dell'isolamento burocratico" dell'Autorità, creando le condizioni indispensabili "all'esistenza di mercati efficienti ed efficaci, perché non iperprotetti da politiche nazionali paternalistiche" e promuovendo - attraverso l'adozione di "politiche e scelte vincolanti" - "un'equa distribuzione della ricchezza mondiale mediante anche forme inedite di solidarietà fiscale globale". La nota indica l'Onu come punto di riferimento di questo processo di riforma.