Il governo cinese sta riconsiderando le proprie leggi in materia di terrorismo. Di fronte alle rinnovate minacce da parte di gruppi terroristici, le autorità hanno dichiarato l'esigenza di ridefinire più precisamente i contorni di una nuova legislazione che affronti il problema.
Le nuove misure che si andrebbero ad adottare sbarrerebbero la strada allo sviluppo di reti terroristiche permettendo di congelare i loro beni.
Il vice ministro della Pubblica sicurezza, Yang Huanning, ha dichiarato: "Nell'attuale legislazione mancano normative specifiche che definiscano i contenuti del termine 'terrorismo', così come manca una descrizione precisa delle singole organizzazioni e dei suoi protagonisti. C'è bisogno di una materia che disciplini la lotta contro questi gruppi e che incida direttamente sui finanziamenti e beni che ricevono queste organizzazioni nel panorama internazionale della cooperazione".
Chi critica le politiche di Pechino denuncia la politica vessatoria e di repressione culturale adottata verso l'etnia turcofona degli uiguri, ma il governo cinese, nella sua rinnovata lotta contro il terrorismo, punta il dito contro gruppi di musulmani radicali che si nasconderebbero nella regione occidentale del Xinjiang.