26/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



PeaceReporter ha chiesto a Luciano Gallino, decano della Sociologia italiana e autore del libro Finanzcapitalismo, quali sono le conseguenze della pratica dei brevetti e le prossime mosse della finanza che ha messo le mani anche sul cibo.
"Tra il 2006 e il 2008 - dice Gallino - i prezzi sono aumentati del 130-150 percento, salvo registrare una lieve flessione negli anni successivi". Il cibo, un bene primario che dovrebbe essere accessibile a tutti, è entrato nel mirino della speculazione finanziaria che ha guadagnato un'enormità attraverso i derivati connessi ai prodotti alimentari: "cinquanta centesimi in più per un prodotto primario speso in economie come le nostre non incidono granché, ma per quelle popolazioni che spendono l'80 per cento del reddito in alimenti si tratta di una incidenza importante." "Non dimentichiamo che per le strade Haiti, tra il 2007 e il 2008, si vendevano tortillas fatte con l'argilla e non con il mais che nessuno poteva permettersi: ebbene queste tortillas non avevano alcun valore nutritivo ma servivano semplicemente a placare i morsi della fame".

Ma è possibile fermare questa pericolosa deriva? "Il capitale finanziario si sta impegnando al massimo - afferma Gallino - per asservire totalmente il mercato alimentare. Già oggi le aziende che controllano la quasi totalità delle granaglie e dei semi si possono contare sulle dita di una mano". Si tratta di terreno fertile e i mercati finanziari sono alla ricerca costante di altri settori da sfruttare: "Troveranno il modo di speculare anche sull'aria che respiriamo", afferma senza ironia il professor Gallino. Cosa fare, allora? Rassegnarsi? La soluzione, per Gallino, è esercitare pressione sulla Commissione europea: "bisogna però essere consapevoli del fatto che ci scontriamo contro lobby potentissime che hanno già grande influenza su Bruxelles: l'apertura dell'Ue ai prodotti ogm è solo una conseguenza dell'enorme potenza di fuoco a disposizione di queste lobby". Il problema vero, conclude poi Gallino, è che l'opposizione a questa pratica è davvero molto blanda: l'iper-libersimo ha pervaso ogni settore, dalla politica all'accademia. "Se si facessero sentire delle economie forti come la Germania o la Francia, potrebbero esserci delle speranze... ma adesso l'Europa è impegnata a fronteggiare tutt'altri problemi".

 

 

Nicola Sessa

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