28/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Cifra record, 4.978.300 persone senza impiego con una soglia della povertà che raggiunge il 21,8 percento

L'indagine condotta in Spagna dall'Epa (Inchiesta della Popolazione Attiva) ha colto di sorpresa il governo, e gettato un'ombra nera sulle reali condizioni in cui versa lo stato di disoccupazione dei cittadini.
La cifra record stimata, 4.978.300 persone senza lavoro, ha toccato il tasso più alto mai raggiunto nel periodo di crisi, salendo al 21,5 percento e spiazzando in tal modo gli annalisti e le autorità del Ministero del Lavoro, che invece avevano calcolato una leggera ripresa con l'aiuto della stagione estiva.

La statistica condotta dall'Epa ha invece rilevato che quella di quest'anno è stata la peggiore estate per l'impiego mai registrata durante la crisi, con 146.800 lavoratori in meno.

Crollano così i pronostici del ministro del Lavoro, Valeriano Gómez, che aveva addirittura annunciato "una ripresa del terziario", con la creazione di nuova forza lavoro, mentre i dati raccolti dall'inchiesta hanno mostrato che l'aumento dei disoccupati corrisponde quasi esattamente al numero di posti di lavoro persi.

Secondo queste nuove stime è molto probabile che il Pil torni a fissarsi sul rosso, con 1,43 milioni di interi nuclei famigliari senza impiego, ed un incremento della disoccupazione rispetto all'anno precedente. Va inoltre notato che la percentuale di persone al di sotto della soglia di povertà ha raggiunto il 21,8 percento, mentre il 26,1 percento delle famiglie spagnole ammette di aver difficoltà a raggiungere la fine del mese. Nel frattempo non si arrestano le proteste degli "indignati", che dovranno far fronte ad una mancanza di lavoro giovanile pari al 45,8 percento.

 

Parole chiave: Spagna, disoccupazione, crisi
Categoria: Risorse, Politica
Luogo: Spagna