02/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La disputa sul nome dello stato balcanico prosegue dal 1991, da quando la regione si distaccò pacificamente da Belgrado

Scritto per noi da
Andrea Indiano

Se Silvio Berlusconi e Barack Obama volessero scrivere al loro "parigrado" di Skopje, Nikola Gruevski, l'intestazione delle due lettere sarebbe differente. Ma per una volta non ci sarebbe da incolpare Berlusconi e aggiungere una nuova gaffe al suo repertorio in campo internazionale. A livello ufficiale infatti, Skopje per l'Italia è la capitale del Fyrom, acronimo di Former Yugoslav Republic of Macedonia, mentre per Washington della Repubblica di Macedonia.

La disputa sul nome dello stato balcanico prosegue ormai dal 1991, cioè da quando la regione si distaccò, pacificamente, da Belgrado. Il nuovo stato con capitale Skopje (che comprende due gruppi etnici, uno a maggioranza slava l'altro albanese) scelse di chiamarsi Repubblica di Macedonia, ma da subito la decisione non fu ben accetta dalla Grecia che, tramite l'omonima regione della Macedonia, confina a nord proprio con la piccola nazione. E da più di venti anni ormai questa similitudine ha portato ai ferri corti i rapporti dei due stati confinanti, tanto che la Grecia ha chiesto l'intervento dell'ONU e dell'Unione Europea e ha minacciato, se la situazione non dovesse cambiare, di essere pronta a richiedere l'uscita forzata dello stato di Macedonia dalle Nazioni Unite.

In questi giorni un sondaggio nello stato ex jugoslavo ha denotato come il sessanta per cento dei cittadini voglia mantenere il nome di Repubblica di Macedonia, mentre il restante quaranta sarebbe pronto a intavolare degli accordi con la Grecia pur di non incrinare i rapporti con Atene. Il nome attuale però non va proprio giù alla nazione ellenica, preoccupata che si possa creare confusione con la sua regione settentrionale. Le proposte fatte dalla Grecia, e avvallate anche dall'Onu, negli ultimi anni sono state molte (fra cui Repubblica della Macedonia del Nord, Macedonia - Skopje, Nuova Macedonia) ma non sono mai state accettate da Skopje. Che a dire la verità, ha voluto gettare un altro po' di benzina sul fuoco, intitolando il proprio aeroporto ad Alessandro Magno detto sì il Macedone, ma perché nato a Pella, in Grecia nella regione della Macedonia.  Una confusione accentuata dal fatto che lo stato balcanico ha nella bandiera il Sole di Vergina, simbolo ritrovato su uno scrigno dorato dell'Antica Grecia. "Il nostro nome fa parte della nostra storia - ha detto il ministro degli esteri macedone Nikola Poposki - e risale a quarant'anni fa, quando la Macedonia fu una delle prime regioni a far parte della Jugoslavia. Con l'aggiunta di "Repubblica" non esiste nessuna confusione con la regione greca, perciò noi manterremo il nostro nome attuale".

Nel 1995 Skopje raggiunse con l'Onu e la Grecia un accordo temporaneo per chiamarsi Fyrom, ma ha poi cominciato a "presentarsi" senza scrupoli come Repubblica di Macedonia, tanto che è così conosciuta negli Stati Uniti, in Russia e Cina. Mentre la maggior parte degli stati europei, per rispetto alla Grecia, usa ancora negli incontri ufficiali l'obsoleto ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. Agli ultimi europei di basket, dove la nazionale macedone è stata la sorpresa del torneo, i dirigenti hanno deciso di tagliare la testa al toro per evitare problemi: nessun nome della nazione sulla maglia (a differenza di come si è soliti fare nel basket) ma solo la bandiera.

Una disputa che a occhi esterni può sembrare un po' futile, ma che potrebbe mettere a grosso rischio la situazione fra la Grecia e l'Unione Europea, già aggravata a causa della crisi economica che ha colpito lo stato.

 

Categoria: Politica, Storia
Luogo: Macedonia