08/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La tassa, approvata dal Senato, è a carico delle 500 compagnie più inquinanti del Paese

Il Senato australiano ha approvato oggi in via definitiva la legge introdotta dal governo laburista di Julia Gillard, che istituisce dal prossimo anno una Carbon Tax sulle emissioni a carico delle circa 500 compagnie più inquinanti.

La base é di 23 dollari australiani (17 euro) per tonnellata di CO2, in preparazione di uno schema di mercato delle emissioni da metà del 2015. L'Australia si aggiunge così all'Unione Europea e alla Nuova Zelanda con un sistema nazionale, mentre gli Usa e il Giappone hanno attuato schemi regionali ridotti.

La Gillard ha salutato l'approvazione della legge sull'energia pulita come ''una vittoria per i bambini d'Australia. È una vittoria per chi vorrà cercare fortuna e crearsi una carrierà nel settore dell'energia pulita'', ha detto il premier. La nuova tassa rappresenta la struttura portante del piano governativo di ridurre le emissioni, di cui l'Australia è fra le maggiori produttrici pro capite, del 5 percento entro il 2020 rispetto ai livelli del 2000, e dell'80 percento entro il 2050.

Il voto di oggi è una vittoria per la Gillard, che ha dato forte sostegno al piano. Il suo governo di minoranza, che dipende dal sostegno dei Verdi e di tre indipendenti, ha elaborato la formula grazie ad un compromesso con gli ecologisti, contro la dura opposizione dei conservatori e delle compagnie minerarie, che minacciano la perdita di migliaia i posti di lavoro e la chiusura di molte miniere.

Categoria: Risorse, Ambiente, Economia
Luogo: Australia