Lo spread Bund-Btp è sceso di alcuni punti base fino a 550, mentre il rendimento dei titoli di Stato ha superato quota 7 percento (7,28). I mercati non credono a Berlusconi e alle sue dimissioni che dopo la legge di stabilità arriverebbero comunque troppo tardi. Dal dato di oggi, dice a Peacereporter l'operatore finanziario Nicolò Mancini, si ribadiscono chiaramente due concetti: a dettare l'agenda sono i mercati e non Silvio Berlusconi o il presidente Napolitano e che la Bce non può più nulla per rallentare la caduta. Voci sempre più insistenti dicono che l'Italia, già dalla settimana prossima, potrebbe aver bisogno di un finanziamento da parte del Fondo monetario internazionale e la strada segnata è quella del default tecnico. Intanto è stata anche ritirata l'asta Btp della settimana prossima per 8 miliardi di euro. Un altro dato significativo è l'allargamento del differenziale con i titoli spagnoli: 130 punti in più a sfavore dei titoli italiani.
Il presidente di Confidustria Emma Marcegaglia, a poche ore dal Comitato di presidenza, ha rilasciato un duro comunicato: "Non c'è dubbio che siamo nel baratro, è davvero un momento drammatico per il Paese. Bisogna agire subito per non fare la fine della Grecia".