11/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Mentre aumenta il bilancio delle vittime tra i soldati stranieri, continuano le esecuzioni delle donne da parte dei talebani

Afghanistan, continua la lista delle morti assurde. Ieri due donne, una madre vedova e sua figlia, sono state lapidate e poi finite con colpi d'arma da fuoco. L'efferato crimine è avvenuto nella provincia sud-orientale afghana di Ghazni, in un centro abitato a poche centinaia di metri dalla sede del governo e del commissariato di polizia locale.

La vicenda è stata riferita da fonti anonime della sicurezza di Ghazni City. Da quanto dichiarato le due donne sarebbero state prelevate dalla loro casa nel quartiere di Khawaja Hakim, condotte nel cortile, lapidate e infine uccise con degli spari d'arma.

Le fonti assicurano che il delitto commesso è stato opera dei talebani. Le due vittime erano state accusate di "deviazione morale ed adulterio".

Già nell'ottobre scorso a Ghazni un'altra donna era stata uccisa perché accusata di aver assassinato la suocera, mentre nel 2010 a far scalpore fu il caso di Ajna, ragazza di 26 anni lapidata per adulterio al ritorno del marito rimasto 5 anni in Iran.

I casi si moltiplicano, mentre i ribelli negano le accuse come diffamazione verso i talebani. Un caso analogo avvenne l'anno precedente quando agli insorti di Al-Qaeda fu imputato l'omicio di una vedova incinta ammazzata a frustate.

Mentre aumentano i casi di lapidazione, anche tra i soldati stranieri si registra un'altra vittima. Un militare della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato) è morto oggi nell'Afghanisyan meridionale. Secondo calcoli non uffciali sono 518 le vttime cadute in guerra dall'inizio dell'anno, mentre le perdite Isaf nell'arco dell'intero decennio di intervento sono 2.799.

Parole chiave: Afghanistan, morti, lapidazione, esecuzione, Isaf
Categoria: Guerra, Armi
Luogo: africa