15/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo turco ha fatto sapere di prendere in considerazione l'ipotesi di tagliare i fornimenti di energia a Damasco se la repressione non cesserà

Precipita la temperatura delle relazioni tra Siria e Turchia. Oggi il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha scaricato definitivamente Assad: "È sull'orlo del precipizio". A compromettere ulteriormente il rapporto tra Ankara e Damasco ha contribuito l'assalto dei sostenitori del presidente siriano, Bashar al Assad, alle rappresentanze diplomatiche turche, avvenuto sabato sera. Erdogan ha condannato duramente l'episodio e ha detto di aspettarsi delle scuse dal governo siriano. Scuse che, al momento, non sono arrivate e hanno spinto Erdogan ad attaccare duramente il leader siriano e il suo esecutivo. "Il governo siriano è su un sentiero molto pericoloso e stretto, come la lama di un coltello", ha detto Erdogan.

La Turchia, oltre a un peso diplomatico in costante crescita, ha altre armi per fare pressioni sulla Siria. Una di queste riguarda il fabbisogno energetico di quest'ultima. Oggi, fonti del governo turco, hanno fatto sapere che Ankara sta prendendo in considerazione l'ipotesi di tagliare le forniture di energia elettrica al vicino. La notizia è stata data dal ministro dell'Energia Taner Yildiz, secondo il quale in discussione potrebbe essere anche l'approvvigionamento idrico. Acqua e luce erano rimaste fuori dal pacchetto di sanzioni adottate a settembre dalla Turchia contro la Siria. Cresce così l'isolamento di Assad in una regione dove quasi tutti i Paesi vicini gli hanno voltato le spalle. Ieri, cosa ancor più sorprendente, era stato re Abdallah di Giordania a pronunciarsi duramente contro il presidente siriano: "Al suo posto mi dimetterei".

 

Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Siria