Ordinamento
politico: Repubblica “democratica, popolare e socialista”
Capitale:
Damasco
Superficie:
185,180Km2
Popolazione:
18,2 milioni (90% arabi, 9% curdi)
Lingue
parlate: arabo
Religioni: 74%
musulmani sunniti, 16% sciiti, alawiti e drusi 10% cristiani, 4% altri
Alfabetizzazione:
70%
Mortalità
infantile: 30 per mille
Speranza di
vita: uomini 68 anni, donne 71
Popolazione
sotto la soglia di povertà: 20%
Prodotti
esportati: prodotti petroliferi, frutta e verdure, cotone
Debito estero:
22 miliardi di $
Spese militari: 2% della spesa pubblica
SOCIETA'
Lontana dall’influenza francese dal ’46,
la società siriana attende dal 2000, anno dell’ascesa di Bashar al Assad, di
godere dei progressi del processo di un ammodernamento economico e sociale che
tardano a farsi sentire. Il dominio politico del partito Baath impedisce da
anni un’alternanza di governo, che consolida il proprio regime ricorrendo
spesso alla repressione. Oltre a ciò la
vita interna del Paese è condizionata dalle istanze trans-nazionali che vedono
la Siria coinvolta su più fronti. In primis con Israele, per l’occupazione
delle alture del Golan e per il sostegno dato agli Hezbollah libanesi.
ECONOMIA
L’economia siriana è piuttosto statica,
e i suoi tassi di crescita sono andati calando negli ultimi anni, crescendo in
modo inferiore al tasso di crescita della popolazione. Dal 2000 Assad ha
lanciato un programma di ammodernamento economico gestito dal governo in modo
da non allineare il paese all’economia di mercato. Dal 2003 sono state aperte
le prime banche private, ma si tratta
di un settore che per crescere richiede diversi anni e il supporto governativo.
La riduzione dei tassi di crescita del paese dipende anche dal recente conflitto
in Iraq. Sul lungo termine si ritiene che una questione cruciale per l’economia
siriana sia quella delle risorse idriche, rese insufficienti dall’incremento
demografico, dal progresso industriale e dall’inquinamento delle fonti.
MASS MEDIA
Il partito del Baath possiede e
controlla la maggioranza dei media siriani, tanto la stampa che le trasmissioni
tv-radio sono sottoposti alla censura che impedisce la libertà di espressione
indipendente su questioni politiche. L’avvento di Bashar al Assad ha portato
piccole novità, come le prime pubblicazioni private, ma successive modifiche
legislative hanno ripristinato le precedenti restrizioni. Molto diffuse sono le
antenne satellitari, che sono legali, per captare trasmissioni straniere,
mentre si va facendo più stringente il controllo sulla rete.
STORIA
Dopo l'indipendenza dalla Francia nel 1946, la
Siria stringe stretti rapporti con l'Egitto di Nasser, a fianco del quale
combatte nel '56 durante la crisi di Suez e al quale due anni dopo si federa
nella Repubblica araba unita (Rau), esperimento istituzionale che ha fine nel
1961. Nel 1963 una rivolta popolare appoggiata dall'esercito porta al potere il
partito nazionalista e socialista panarabo Baath (Risorgimento).
In seguito alla sconfitta siriana nella
"guerra dei sei giorni" (1967) - che costa a Damasco la perdita delle
alture del Golan, occupate da Israele - all'interno del Baath si rafforza la
fazione alawita del generale Hafez el-Assad, che nel 1970 sale al potere con un
golpe interno, proprio con l'idea di rifarsi della disfatta. E infatti nel
1973-'74, nella "guerra del Kippur", Siria e Egitto tentano la
riconquista dei territori occupati da Israele, senza però riuscirvi.
Nel 1976 la Siria interviene nella guerra civile
in Libano (ex provincia siriana) tra musulmani e cristiani, imponendo sul
"paese dei cedri" una protettorato politico e militare in funzione
anti-israeliana. Alla fine degli anni '70, dopo la rottura con l'Egitto (in seguito
alla pace da questo firmata separatamente con Israele), il regime di Damasco
radicalizza il suo carattere anti-sionista.
Nel 1980 Assad accusa il movimento
"Fratellanza musulmana", autore di attentati anti-governativi e
insurrezioni armate, di essere manovrato dai servizi segreti israeliani per
destabilizzare i paesi arabi, e avvia una sanguinosa repressione militare
uccidendo migliaia di attivisti del gruppo. In seguito a questi fatti Damasco
accusa anche Iraq, Arabia Saudita e soprattutto Giordania di aver appoggiato i
ribelli islamici e di servire gli interessi sionisti e americani.
Negli anni '80 Assad volge tutta la propria
attenzione al Libano, dove Israele intensifica le incursioni militari contro i
campi profughi palestinesi, le strutture dell'Olp di Arafat e le stesse città
del Libano meridionale, duramente bombaradate dall'artiglieria e dall'aviazione
israeliana. A scopo dissuasivo Damasco installa in territorio libanese basi
missilistiche con testate sovietiche. Ciò provoca la reazione israeliana, che
nel 1982 invade il Libano e distrugge le basi siriane. Assad risponde a sua
volta appoggiando - assieme all'Iran - la guerriglia anti-israeliana di
Hezbollah.
Dall'inizio degli anni '90, terminato l'appoggio
sovietico alla Siria, Assad ammorbidisce la propria politica estera,
riavvicinandosi ai paesi arabi moderati e all'Occidente, soprattutto dopo la
guerra in Iraq del 1991. Ma ciò non si traduce in una distensione dei rapporti
con Israele, dato che questo non intende ritirarsi dal Golan. Negli anni
successivi Assad avvia una politica di liberalizzazione economica aprendo al
capitale privato settori chiave dell'economia statale. Ma sul piano politico il
regime non concede aperture.
Assad muore improvvisamente nel 2000. Gli succede
il figlio Bashar. La sua inesperienza e debolezza politica fanno sì che il
potere effettivo a Damasco venga esercitato dai militari del partito Baath. Ciò
comporta un rallentamento delle riforme economiche e la prosecuzione di una
politica di regime, intollerante e repressiva nei confronti dell'opposizione.
Un passo indietro avviene anche in politica estera. Assad junior condanna gli
attentati dell'11 settembre ma critica con asprezza gli interventi militari
americani in Afghanistan e in Iraq, suscitando dure reazioni da parte di
Washington, che arriva perfino a minacciare il regime di Damasco di rovesciarlo
con un intervento militare.
Nel giugno 2001 le truppe
siriane evacuano Beirut per dispiegarsi in altre parti del Libano, e
nell’ottobre dello stesso anno il Paese diventa uno dei 15 membri del Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nel maggio 2002 l’amministrazione
statunitense inserisce la Siria nell’elenco dell’Asse del Male, accusandola di
possedere armi di distruzione di massa. Nel settembre 2004 il Consiglio di
Sicurezza delle NU vota la risoluzione1559, con cui si chiede alla Siria di
ritirare tutte le sue truppe dal Libano.
Le tensioni
trans-nazionali minacciano di acuirsi a partire dal febbraio 2005, con
l’omicidio di Rafiq Hariri in Libano, Washington accusa Damasco per
l’attentato
all’ex primo ministro libanese e ritira il proprio ambasciatore in
Siria. Con il deteriorarsi del conflitto in Iraq, la Siria viene
accusata dagli Usa di consentire il passaggio dei miliziani sul suo
territorio verso l'Iraq, un'accusa che si traduce in pressione
diplomatica sul regime di Assad, che ne approfitta per reprimere il
dissenso interno arrestando decine di oppositori. Nel marzo e nel
maggio 2007 si svolgono le elezioni per il parlamento e il rinnovo del
mandato del presidente Bashar Assad, per altri sette anni. La
consultazione è ancora una volta un referendum senza alternative, che
si conclude con un plebiscito in favore di Assad.
GEOGRAFIA
La Siria è un territorio
caratterizzato da fertili pianure e vaste lande deserte, sul lato occidentale
presenta delle catene montuose la cui sommità è il monte Hermon, 2,814 m. Confina
con il Libano, Israele, Giordania, Iraq
e Turchia; ad occidente si affaccia sul Mediterraneo.