Ventunomila firme sono state raccolte dalla comunità serba del Kosovo e inviate all'ambasciata russa di Belgrado, con la richiesta "di avere garanzie da Mosca per la loro sopravvivenza e sicurezza".
Oleg Buldakov, consigliere dell'ambasciata, ha fatto sapere che la lettera con le firme verrà spedita al ministero degli Esteri russo e alla Duma, la Camera bassa del parlamento.
Recentemente, diverse comunità serbe kosovare si sono infatti riunite, spinte dalla sfiducia e dalla insoddisfazione nei confronti delle autorità centrali di Belgrado. Zlatibor Djordjevic, presidente dell'Associazione Stara Srbija (Vecchia Serbia) di Gracanica, ha dichiarato che il numero dei firmatari è destinato a salire, poichè la raccolta non avviene solo tra i serbi del Kosovo ma è stata estesa anche a quelle comunità che sono state costrette a lasciare la zona dopo il 1999, anno del conflitto nella ex provincia serba.
Si riaccendono così vecchie tensioni tra la popolazione albanese e quella serba, mentre è da settembre che gruppi di radicali e intransigenti protestano nel nord del Kosovo contro la presenza di poliziotti e doganieri di etnia albanese, alla frontiera con la Serbia.