La norma contenuta nel maxiemendamento alla legge di stabilità mette a rischio occupazione 10mila insegnanti di ruolo rimasti senza cattedra del settore pubblico.
Una norma che potrebbe portare ulteriori disagi sociali. Ne abbiamo discusso con Mimmo Pantaleo, segretario della Federazione Lavoratori della Conoscenza della Cgil
Segretario cosa succede con questa norma?
"Il punto è questo: nel meccanismo approvato dalla legge di stabilità si prevede che qualora ci siano esuberi nelle pubbliche amministrazioni, si tenti di ricollocare i lavoratori all'interno di funzioni similari o attraverso la mobilità intercompartimentale, oppure ci sarebbero due anni di cassa integrazione. Poi, nel caso non fosse possibile ricollocare queste persone scatta il licenziamento.
Ora, noi abbiamo fatto un calcolo che nella scuola oggi coloro i quali sono perdenti-posto, il famoso sovrannumero, sono circa 10mila docenti. Quindi se dovesse rimanere inalterata quella normativa, che non prevede contrattazione con le organizzazioni sindacali, rischiano sostanzialmente il licenziamento. Infatti, noi chiediamo la cancellazione di quella norma"
Quindi il sindacato è molto attento in questo momento. Nel caso avete previsto manifestazioni?
"Adesso dobbiamo capire bene ciò che accade. Quella è una normativa generale. Dovremo vedere come e in che tempi si applicherà e se verrà applicata. Anche perché bisognerà vedere le intenzioni del nuovo governo, e cosa vorrà fare. Teniamo conto che in quasi tutti i ministeri, c'è un problema di sottodimensionamento. Ripeto: noi riteniamo che quella normativa così com'è deve essere cancellata. Ricordo anche che noi non ci siamo mai opposti alla mobilità e ai tentativi di trovare soluzioni. Il punto vero è che quel dispositivo è una condizione capestro per tante persone che noi non accetteremo. Quindi, se dovesse essere riconfermata, metteremo in campo tutte le azioni per contrastare il provvedimento"
Nonostante la normativa abbia un carattere sostanzialmente programmatico...
"Certo. La normativa dice: qualora ci siano gli esuberi, questo è ciò che può accadere. Poi se la normativa parte e quando parte è un problema aperto. Inoltre, bisognerà vedere all'interno dei diversi comparti della Pubblica Amministrazione esattamente come si intende applicare. Cioè non è che da domani mattina 10mila persone possono essere licenziate. Però, in prospettiva potrebbe accadere. Anche perché gli esuberi sono determinati dalle scelte che fece il passato governo Berlusconi".
Quindi siamo lontani da riforme della scuola e via dicendo. La cultura soffrirà sempre...
"La repressione culturale, sociale e civile che è avvenuta nel Paese, ha avuto conseguenze sui settori della conoscenza pubblica: scuola, ricerca, università. Nel senso che il governo Berlusconi nella sua visione della società nella quale prevalgono i forti, si compete sull'abbassamento dei diritti e la cultura non è più un valore, ha costruito un impianto ideologico che si è trasformato in un attacco senza precedenti contro i settori pubblici della conoscenza, ad esempio attraverso i tagli, attraverso le controriforme epocali della Gelmini. Oggi, si tratta di invertire quella tendenza e quindi da questo punto di vista è questo il nostro obiettivo.
Alessandro Grandi