21/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Due indagini aperte contro Green Hill. Prevista per il 30 novembre la comunicazione del sindaco Elena Zanola per revocare la licenza, ma lei controbatte: "Non ho la competenza per poter procedere"

Scritto per noi da
Claudia Landolfi

Manca poco allo scadere dell'ultimatum lanciato dall'Oipa al Comune di Montichiari sulla decisione di revocare i permessi alla fabbrica di Green Hill, allevamento di proprietà della multinazionale Usa Marshall, che produce cani in serie destinati ai laboratori di sperimentazione di tutta Europa.

L'istanza di chiusura è stata presentata dall'associazione in seguto ad un sopralluogo effettuato il 30 settembre e durante il quale sono emerse gravi infrazioni, così come si legge dal documento che certifica la denuncia.

Il presidente dell'Oipa Massimo Comparotto, ha segnalato "irregolarità non solo sulle modalità di allevamento, sovrannumero di capi per gabbia, inquinamento acustico, ma anche riguardo al registro di carico e scarico degli animali. La legge 116 del 1992 lo impone. All'appello mancherebbero 400 beagle. Per questo abbiamo segnalato l'ipotesi di reato alla procura di Brescia, al ministero della Salute e al sindaco di Montichiari, che ha tempo fino al 30 novembre per decidere la revoca dell'autorizzazione".

Vaghe secondo il coordinamento le riposte del sindaco, Elena Zanola, a cui "è stata mandata una richiesta ufficiale da un organo di polizia giudiziaria", mentre lei continua a rinviare. "Non sono inadempienze sufficienti per ritirare la licenza, e questo perché il sindaco chiede sempre un ulteriore parere della Asl che è l'organo predisposto a decidere e che in tutti questi anni evidentemente non ha controllato come avrebbe dovuto" dicono dal coordinamento. "In effetti - aggiungono - se fosse la magistratura a chiedere la chiusura di Green Hill il sindaco non si troverebbe con questa patata bollente fra le mani".

Ma la questione è molto complessa e contorta e si divide tra manifestazioni e carte bollate. Secondo un'indagine compiuta dai veterinari dell'Asl di Brescia il 28 ottobre, all'allevamento di Green Hill sarebbe tutto in regola, dalle autorizzazioni amministrative, alle prescrizioni veterinarie e commerciali, nonché dal punto di vista igienico-sanitario.
Dietro queste ambiguità e stranezze si ripara il sindaco Elena Zanola, che ad un quotidiano locale ha ribadito che non è il Comune a poter far chiudere l'azienda e che la competenza è in mano alla Asl della Regione. Altri ancora sostengono che non sarà l'azienda sanitaria locale a poter fermare la "fabbrica dei cani", ma che ad intervenire dovrebbe essere il Ministero della Salute. Sembra un gioco al rimpiattino.

Intanto sul tavolo della magistratura arriva un'altra denuncia, questa volta in seguito ad un esposto richiesto dall'ex ministro del Turismo, Michela Brambilla, che insieme ai Carabinieri dei Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità), ha partecipato in prima persona all'ispezione.

In una nota la Brambilla fa sapere: "Non so valutare se Green Hill sia in regola con le normative vigenti, ma di una cosa sono certa, non è in regola con le nostre coscienze". La denuncia inoltrata dall'ex ministro è infatti centrata sul maltrattamento degli animali e su "danni all'immagine della Nazione". Qui si tocca forse il nodo centrale del problema: l'attuale normativa europea sulla vivisezione non prevede infatti un reato simile, e per quanto riguarda il maltrattamento tutto sembra essere in regola secondo la legge vigente, anche se poi di fatto i cani vengono detenuti in maniera del tutto disumana.

La battaglia però non si ferma, e sul caso sempre più sono puntati i riflettori di media e opinione pubblica. Solo sabato scorso (19 novembre) si è infatti tenuta una manifestazione che ha richiamato oltre tremila persone. Pullman da tutta Italia sono arrivati davanti al palazzetto dello Sport di Montichiari per prendere parte alla marcia contro la "fabbrica della morte di Green Hill".

Purtroppo la manifestazione, che doveva essere un carnevale di colori e rumori, si è infranta su alcune polemiche tra i partecipanti ed i ragazzi del coordinamento. Gli attriti sono nati subito, quando alcuni manifestanti pensavano di andare a protestare davanti ai cancelli dello stabile, mentre il percorso stabilito e concordato con le forze del'ordine prevedeva un giro che andasse poi a concludersi davanti al Municipio. Alla protesta ha preso parte anche Michela Brambilla, che nonostante la discreta presenza, da molti neanche notata, è stata da qualcuno accusata di "adottare la causa animalista solo per raccogliere voti".   

Arrivati di fronte alla piazza del comune ci sono stati alcuni tafferugli con gli agenti che presidiavano l'edificio in tenuta antisommossa, ma di fatto l'atmosfera era veramente pacifica. In modo del tutto simbolico, uno degli organizzatori si è rivolto al sindaco, Elena Zanola, richiamandola ai suoi doveri di primo cittadino, anche se chiaramente lo stabile, essendo sabato, era vuoto.
Questa discrepanza tra organizzatori e manifestanti è saltata fuori più volte durante il corteo, tanto che alla fine un gruppo di insoddisfatti, una volta giunti di fronte ad un municipio avvolto da sola nebbia, si è diretto separatamente davanti ai cancelli dell'allevamento.

E' un peccato notare che anche di fronte a questioni che esulano l'ideologico, come il caso della battaglia per la chiusura dell'allevamento intensivo di beagle di Green Hill, si debba poi scadere su posizioni di ordine gerarchico tra chi organizza e che invece è chiamato a fare da coro. 


Parole chiave: Italia, Green Hill, manifestazione, protesta
Categoria: Diritti, Ambiente
Luogo: Italia