27/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I manifestanti californiani indicono una giornata di lotta per il 12 dicembre. E lanciano l'idea di uno sciopero generale nazionale per il prossimo 1° maggio

Lungi dall'indebolire il movimento Occupy, gli sgomberi, gli arresti e il pugno duro della polizia lo stanno tramutando in un fenomeno sempre più radicale e ambizioso.

Smantellate le tendopoli, le piazze sono state riconquistate con assemblee generali permanenti.
Nei campus universitari dilaga la protesta contro l'élitismo e l'aziendalismo che domina il mondo accademico.E, sempre in California, avanguardia politica della protesta, si prepara il blocco dei porti commerciali di tutta la West Coast a sostegno delle lotte sindacali dei lavoratori portuali, pensando addirittura a uno sciopero generale nazionale per il prossimo 1° maggio.

La settimana scorsa i manifestanti di Occupy Los Angeles - unica città dove ancora resiste una tendopoli in stile Zuccotti Park - hanno deciso in assemblea generale di occupare e bloccare per un giorno, il prossimo 12 dicembre, il grande porto commerciale di Long Beach. L'azione, che simbolicamente prenderà di mira i terminal della Ssa Marine, azienda di proprietà della Goldman Sachs, è in difesa degli scaricatori e dei camionisti "che l'1% sta privando di salari e condizioni di lavoro decenti e dei loro diritti sindacali" e servirà come "preparazione verso uno sciopero generale nazionale il 1° maggio 2012".

L'iniziativa del 12 dicembre è stata subito raccolta e rilanciata dai manifestanti di Occupy Oakland, che nella loro assemblea generale hanno proposto di estendere il blocco portuale di Long Beach a tutti i porti della costa pacifica: da quello di Oakland, già occupato lo scorso 2 novembre, a quello di Lonview (Portland), da mesi teatro di una durissima lotta sindacale contro la Egt, azienda di proprietà della multinazionale agricola Bunge. Un'azione "in risposta agli attacchi coordinati che l'1% ha sferrato contro il movimento Occupy e contro i lavoratori sindacalizzati in tutto il Paese".

Con queste azioni, i settori politicamente più maturi del movimento Occupy, consci dei rischi di strumentalizzazione politica da parte dell'1% in vista delle prossime scadenze elettorali, puntano a creare un fronte comune 'dal basso' con tutte le forze sociali del 99% che oggi agiscono in maniera scoordinata e quindi poco efficace.

Scrive un manifestante sul forum di OccupyLA: "Dobbiamo potenziare il movimento Occupy alleandoci con i lavoratori e i sindacati, con i migranti, gli studenti, i disoccupati, i senzatetto, con le comunità di resistenza e i gruppi religiosi (...) Usciamo dalle tende e impegniamoci concretamente accanto ai settori-chiave del 99% che sono già in lotta contro l'1%".

Enrico Piovesana

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